Andrea Cortellessa a “La Biblioteca incontra”

 
Care lettrici e cari lettori,
martedì 24 febbraio, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 1/2026, Andrea Cortellessa presenterà il libro Una ragione di più per andare all’inferno. Vedere, Pasolini (Treccani Libri), in dialogo con Giulio Ferroni.

 
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
 
L’AUTORE
Andrea Cortellessa
Storico della letteratura e critico d’arte, insegna Letteratura italiana contemporanea all’Università degli Studi Roma Tre. Ha curato testi e mostre di grandi autori del Novecento e del nostro tempo e ha collaborato con scrittori e critici, registi teatrali e televisivi. Scrive su quotidiani e riviste. Tra le pubblicazioni più recenti: Zanzotto. Il canto nella terra (Laterza, 2021), Filologia fantastica. Ipotizzare, Manganelli (Argolibri, 2022), Con l’ascia dietro le nostre spalle. Amelia Rosselli (Electa, 2024), Forse che sì. Joyce fra Pascoli e Gadda (Quodlibet, 2025).
 
IL COORDINATORE DELL’INCONTRO
Giulio Ferroni
Professore emerito della Sapienza di Roma, è autore di studi sulle più diverse zone della
letteratura italiana (da Dante a Tabucchi) e dell’ampio manuale Storia della letteratura
italiana
(1991 e 2012). Tra le sue più recenti pubblicazioni: Gli ultimi poeti. Giovani Giudici e Andrea Zanzotto (2013), La fedeltà della ragione (2014), La scuola impossibile (2015), La solitudine del critico (2019), L’Italia di Dante. Viaggio nel paese della Commedia (2020), con cui ha vinto il Premio letterario internazionale Viareggio Rèpaci 2020 (sezione Saggistica) e il Premio letterario internazionale Mondello 2020 (sezione Opera critica).
Ha diretto il volume sulla Letteratura della serie Treccani Il contributo italiano alla storia del pensiero (2018).
 
IL LIBRO
Andrea Cortellessa, Una ragione di più per andare all’inferno. Vedere, Pasolini, Treccani
 
Non è un mistero che l’ispirazione di Pasolini fosse molto legata alle immagini dell’arte, almeno quanto alla tradizione letteraria. Ma la quasi totalità degli studi si è finora dedicata al suo rapporto col repertorio della grande pittura rinascimentale e manierista, trascurando quello controverso che ebbe con l’arte del suo tempo. Soprattutto nella sua ultima stagione, nei mesi convulsi che precedettero la tragica morte, è evidente l’attrazione – contraddittoria e combattuta – per le sperimentazioni di pittori, cineasti e fotografi dell’avanguardia: tanto avversata nelle prese di posizione pubbliche quanto presente, sia pure in modo tormentato, nel segreto dell’officina. Senza questo reagente non si capirebbero (e spesso non si sono capite) opere come Salò e Petrolio – la cui edizione più recente ha restaurato, almeno “virtualmente”, l’apparato di immagini che avrebbe dovuto accompagnare il “misterioso” romanzo lasciato doppiamente incompiuto nel novembre del 1975. Andrea Cortellessa, da sempre interessato alle avanguardie e al rapporto fra letteratura e immagini, prende in esame l’opera di Pasolini partendo dal consumo che della sua icona fa la cultura del nostro tempo e, retrocedendo come in un procedimento indiziario, risale al cuore di tenebra della biografia dell’autore e della storia del Novecento.
 
 
La registrazione dell’incontro è disponibile sul nostro canale YouTube
 
 

Claudio Strinati a ‘La Biblioteca incontra’

 
Care lettrici e cari lettori,
venerdì 21 marzo alle 17.30, nell’ambito della rassegna La Biblioteca incontra, Claudio Strinati terrà una conferenza dal titolo La fama di Anselm Kiefer dedicata a uno dei massimi artisti del secolo.
 
L’incontro si terrà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
 
A partire dalle ore 16.00, per consentire ai presenti di avvicinare al meglio l’opera poliedrica di questo artista, verrà proiettato in sala Anselm, il bellissimo e trascinante documentario realizzato da Wim Wenders nel 2023.
 
L’AUTORE
 
Claudio Strinati è uno storico, critico e conoscitore d’arte tra più autorevoli e noti in Italia. È stato Soprintendente ai Beni Artistici e Storici di Roma e del Lazio dal 1991 al 2001, quindi Soprintendente speciale del Polo Museale Romano dal 2001 al 2009, poi Dirigente Generale dal 2009 al 2013, al servizio del Ministero per i beni culturali e ambientali nell’ambito museale, della conservazione, della ricerca e della promozione.
Dal 2015 ha costituito, insieme a suo figlio, Federico Strinati, la società Dialogues. Raccontare l’arte, con cui svolge attività legate alla conoscenza e alla divulgazione dell’arte. Dal 2021 è Segretario dell’Accademia di San Luca. Ha curato numerose mostre in Italia e all’estero. Collabora con il quotidiano La Repubblica.
Conta moltissime pubblicazioni scientifiche, tradotte in francese e in inglese.
 

LA FAMA DI ANSELM KIEFER

 
Anselm Kiefer compie ottanta anni proprio quando la sua presenza in Italia è stata sempre più importante culminando nella colossale mostra al Palazzo Ducale di Venezia che, se possibile, ne ha definitivamente consacrato l’immensa fama nel nostro Paese.
Del resto il gigantismo è una dimensione tipica di questo Maestro, universalmente riconosciuto come tale, che forse più di ogni altro nel Novecento può essere considerato il vero, grande esponente dell’arte del dopoguerra. Una sorta di emblema che ha pochi termini di confronto nell’Europa intera e così ce lo mostra Wim Wenders nel bellissimo film Anselm, a lui dedicato.
Kiefer è nato nel 1945 e quindi i suoi esordi sono in realtà piuttosto lontani dall’immediato dopoguerra, ma nessuno come lui ha caricato dentro la sua opera quel clima di disagio morale, ansia di ricostruzione, volontà di riscatto e ristabilimento di un contesto positivo e costruttivo, elementi questi che caratterizzano tutta la sua vastissima e poliedrica opera. Spazia, infatti, dalla pittura alla scultura, all’installazione architettonica.
E tuttavia il suo argomento unico e fondamentale è la rappresentazione dell’“anima tedesca”, perennemente dibattuta tra l’ideale che potrebbe definirsi “goethiano”, intendendo il riferimento al sommo poeta, romanziere e saggista dell’età romantica e quello “wagneriano”, in riferimento alle immani saghe musicali rievocanti situazioni di ancestrale marasma morale e comportamentale connesso col mito nibelungico ibridato sul misterioso cristianesimo delle (presunte) origini, contesto di feroce antisemitismo e custode dell’ossessione della guerra sempre e soltanto all’ultimo sangue. Kiefer ha sofferto atrocemente dell’esperienza nazista pur non avendola vissuta in prima persona e insieme dell’esperienza della lacerazione della Germania tra blocco comunista e blocco atlantico.
L’insieme della sua opera, comunque, vale di per sé a prescindere, come è ovvio, dal retaggio politico, come una specie di colossale eruzione vulcanica che trascina nello spazio artistico sia l’ansia dell’armonia e della suprema bellezza, sia l’orrore di ineliminabili e forse desiderati residui disturbanti e inquietanti.
(Claudio Strinati)
 
 

La registrazione dell’incontro è disponibile sul nostro canale YouTube