RUSSIAMERICA – Sexton e Achmatova: tra confessione e trasfigurazione

 
Care lettrici e cari lettori,
venerdì 13 marzo, alle 17.30, per il secondo appuntamento della nuova serie “RUSSIAMERICA – Letture parallele” dedicata al confronto tra letteratura russa e angloamericana, Luca Briasco e Mario Caramitti proporranno la lettura parallela di Anne Sexton e Anna Achmatova: “Tra confessione e trasfigurazione”.
 
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
 

I CURATORI

 
Luca Briasco
Editor e traduttore, ha scritto saggi monografici su Moby-Dick di Melville (La ricerca di Ishmael, 1993), Addio alle armi di Hemingway (Retoriche del conflitto, 2001) e sull’opera di Stephen King (Il re di tutti, 2023), nonché Americana, una panoramica sulla narrativa contemporanea negli Stati Uniti (2016; 2020). Con Mattia Carratello, per Einaudi, ha curato il volume La letteratura americana dal 1900 a oggi: Dizionario per autori (2011).
È stato editor di narrativa straniera per Fanucci ed Einaudi Stile libero, ed è direttore editoriale di minimum fax.
Ha tradotto quasi cento tra romanzi e raccolte di racconti di autori inglesi e americani (Ballard, Caldwell, Harding, Lansdale, ’Nguyen, Yanagihara, tra gli altri), e dal 2018 è la voce italiana di Stephen King.
 
Mario Caramitti
Professore associato, insegna letteratura russa alla Sapienza. Divide le sue forze tra la ricerca (Letteratura russa contemporanea. La scrittura come resistenza, 2010, Classici alla finestra. Sei testi quasi indispensabili della letteratura russa, 2020) e la traduzione (oltre venti libri, da Puškin a Sokolov, da Tolstoj a Venedikt Erofeev), che considera il più prezioso strumento ermeneutico.
Scrive regolarmente di letteratura russa su “Alias” e ha curato antologie sulle avanguardie nuove (Schegge di Russia) e storiche (Fuoco e Sogni), fino alla recente Voci russe contro la guerra (con Massimo Maurizio, open access).
 

TRA CONFESSIONE E TRASFIGURAZIONE

Due poetesse capaci, per vie diverse ma con profonde analogie, di trascendere il modello confessionale: Achmatova, proponendo un io lirico interamente identificabile, ma senza alcun univoco o preciso riscontro autobiografico; Sexton, trasformando il privato in testimonianza di un’epoca, di una sensibilità, di una sottile rivolta collettiva.
 
Anne Sexton, Il libro della follia
Per Anne Sexton, la follia e la pulsione suicida nascono in primo luogo come controcanto oscuro a un’esistenza che, per usare le sue stesse parole, era scandita dalla convinzione “di non avere nessuna profondità creativa”.
“Vittima del Sogno Americano, il sogno borghese della classe media”, convinta per troppo tempo che spettasse a questo sogno scacciare gli incubi, le visioni, i demoni del proprio “sé sepolto”, Anne trova nella poesia l’argine che le consente, una volta per tutte, di “rinunciare alla rinuncia”, di immaginare uno spazio nel quale il sé ferito possa ricomporsi, trovare una dolorosa e feroce unità.
Se per la sua opera sia lecito parlare di “poesia confessionale” rimane oggetto di discussione, ed è certamente rischioso ridurre a una pura matrice autobiografica un percorso estetico che ha fatto della sperimentazione, del costante allargamento di ciò che può essere considerato materia poetica, del furore performativo, la propria chiave di volta. È dunque all’intersezione tra esperienza personale, riflessione sul femminile e trasfigurazione linguistica che si gioca quella partita rara e disturbante che ha nel Libro della follia uno dei suoi esiti più alti.
 
Anna Achmatova, La corsa del tempo
Achmatova è uno pseudonimo prossimale – il cognome esotizzante della nonna materna tatara – scelto per ribellarsi all’autorità paterna e per indossare una maschera di alterità, alla quale, nei versi, se ne sommeranno molte altre: dall’innamorata ingenua e trepidante alla raffinata donna di mondo, dalla ribelle altera all’edonista ai limiti della perversione e, prima fra tutte, la maschera dell’amante tradita o abbandonata.
Nella Pietroburgo dell’immediata vigilia della rivoluzione, i lettori condividono appassionatamente emozioni e delusioni della giovane, ancora a tutti ignota poetessa: non ci si preoccupa troppo di come tanto diversi profili psicologici possano coincidere, a tal punto dirompente è la novità del suo stile laconico, tornito e insieme cristallino, sempre spiazzante, scandito da dialoghi di bruciante intensità e correlativi oggettivi che sommano con visionaria inventiva la natura russa e la moda della belle époque. Per l’elegante dama mondana il destino ha in serbo un tragico futuro di umiliazioni e persecuzioni, ma nel poema della maturità Requiem, specchio di un figlio e due mariti travolti dal terrore staliniano, la voce di Achmatova continuerà a suonare altrettanto nitida, lapidaria, ma, ora, infinitamente straziante.
 
L’incontro sarà anche trasmesso in diretta sul nostro canale YouTube
 
 

RUSSIAMERICA – Dostoevskij e Scott Fitzgerald: poetiche in miniatura

 
Care lettrici e cari lettori,
venerdì 6 marzo, alle 17.30, si terrà il primo appuntamento della nuova serie “RUSSIAMERICA – Letture parallele” dedicata al confronto tra letteratura russa e angloamericana a cura di Luca Briasco e Mario Caramitti.
Il primo incontro si intitola “Poetiche in miniatura” e propone la lettura parallela di Fëdor Dostoevskij e Francis Scott Fitzgerald.
 
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
 

I CURATORI

 
Luca Briasco
Editor e traduttore, ha scritto saggi monografici su Moby-Dick di Melville (La ricerca di Ishmael, 1993), Addio alle armi di Hemingway (Retoriche del conflitto, 2001) e sull’opera di Stephen King (Il re di tutti, 2023), nonché Americana, una panoramica sulla narrativa contemporanea negli Stati Uniti (2016; 2020). Con Mattia Carratello, per Einaudi, ha curato il volume La letteratura americana dal 1900 a oggi: Dizionario per autori (2011).
È stato editor di narrativa straniera per Fanucci ed Einaudi Stile libero, ed è direttore editoriale di minimum fax.
Ha tradotto quasi cento tra romanzi e raccolte di racconti di autori inglesi e americani (Ballard, Caldwell, Harding, Lansdale, ’Nguyen, Yanagihara, tra gli altri), e dal 2018 è la voce italiana di Stephen King.
 
Mario Caramitti
Professore associato, insegna letteratura russa alla Sapienza. Divide le sue forze tra la ricerca (Letteratura russa contemporanea. La scrittura come resistenza, 2010, Classici alla finestra. Sei testi quasi indispensabili della letteratura russa, 2020) e la traduzione (oltre venti libri, da Puškin a Sokolov, da Tolstoj a Venedikt Erofeev), che considera il più prezioso strumento ermeneutico.
Scrive regolarmente di letteratura russa su “Alias” e ha curato antologie sulle avanguardie nuove (Schegge di Russia) e storiche (Fuoco e Sogni), fino alla recente Voci russe contro la guerra (con Massimo Maurizio, open access).
 

POETICHE IN MINIATURA

Approcciarsi a due classici per eccellenza partendo da opere più brevi e relativamente meno note permette di evidenziare in modo particolarmente nitido alcuni dei tratti più connotanti delle loro poetiche: il piacere masochistico per l’umiliazione e il cortocircuito vittima-carnefice per Dostoevskij, il gioco della seduzione e dell’inganno per Fitzgerald.
 
Fëdor Dostoevskij, L’eterno marito
Dov’è il fascino più recondito dell’arte di Dostoevskij? Cosa si nasconde dietro il suo incessante scavo della psicologia umana?
L’eterno marito (Večnyj muž), vibrante quanto sfibrante romanzo breve della maturità dello scrittore (1870), è vocato a disilludere definitivamente chiunque abbia l’oltranza di proporre risposte univoche a dilemmi concepiti per lasciare eternamente interdetto il lettore. Ne è un dedalico concentrato il pavido Trusockij (la viltà nel cognome parlante), che appunto in eterno aspira al ruolo di marito cornuto, crogiolandosi nell’umiliazione ma al contempo sfruttando la sua posizione per un sottile gioco di rivalsa, dialettico e fisico, che impone ai rivali una sorta di tormentoso ma a lui molto congeniale ménage à trois. Su piani temporali scissi l’ombra di una delle tipiche donne infernali dostoevskiane, pur ormai defunta, si proietta sull’aristocratico e aitante co-protagonista Vel’čaninov sotto forma di occultata e poi sciorinata a arte paternità segreta, travolgendo, nel bene e nel male, la sua ipocondrica passività. La menzogna, rivolta reciprocamente, verso se stessi e, più subdolamente ancora, al lettore, innesca un gioco delle parti di straordinaria modernità, a ogni effetto pirandelliano, mentre la vistosamente inattendibile autoanalisi di Vel’čaninov nel prefinale prefigura le più celebri pagine di Svevo.
 
Francis Scott Fitzgerald, Tutti i giovani tristi
In tutto il corso della sua carriera di scrittore, Francis Scott Fitzgerald ha sempre dichiarato che scrivere racconti e venderli alle tante riviste popolari che – nei suoi anni d’oro – facevano a gara per accaparrarseli, pagandoli spesso a peso d’oro, non era per lui molto più di un compromesso: un modo per fare quattrini e potersi concedere lo stile di vita dispendioso che ha scandito gli anni della sua giovinezza, tra feste, viaggi e alcol a fiumi.
I racconti, però, rappresentano anche un’occasione preziosa per studiare, con la facilità assicurata dalla forma breve, i grandi temi che scandiscono il percorso letterario e umano di un mito del Novecento americano. Pubblicata subito dopo quello che rimane il capolavoro riconosciuto di Fitzgerald, Il grande Gatsby, Tutti i giovani tristi è forse la sua raccolta più poetica e incisiva, nella quale lo scavo psicologico, l’ironia spietata, l’eleganza della scrittura lasciano emergere l’anima profonda di uno scrittore ossessionato dal sogno americano, dal suo inevitabile fallimento, dalla spietatezza di un mondo nel quale il mito dell’ascesa sociale è minato dall’indifferenza, dalla crudeltà e dall’egoismo di chi è già arrivato in cima. E dove le relazioni di genere e i rapporti di coppia sono compromessi sul nascere dall’inganno, dalla messa in scena, dal gioco disturbante della seduzione.
 
La registrazione dell’incontro è disponibile sul nostro canale YouTube
 
 

RUSSIAMERICA – Letture parallele

 
Care lettrici e cari lettori,
come anticipato in apertura dell’incontro di venerdì 27 febbraio, possiamo finalmente svelare il programma di “RUSSIAMERICA – Letture parallele” la serie di quattro appuntamenti dedicati al confronto tra letteratura russa e angloamericana a cura di Luca Briasco e Mario Caramitti.

 
Gli incontri si svolgeranno, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
 
I CURATORI
Luca Briasco
Editor e traduttore, ha scritto saggi monografici su Moby-Dick di Melville (La ricerca di Ishmael, 1993), Addio alle armi di Hemingway (Retoriche del conflitto, 2001) e sull’opera di Stephen King (Il re di tutti, 2023), nonché Americana, una panoramica sulla narrativa contemporanea negli Stati Uniti (2016; 2020). Con Mattia Carratello, per Einaudi, ha curato il volume La letteratura americana dal 1900 a oggi: Dizionario per autori (2011).
È stato editor di narrativa straniera per Fanucci ed Einaudi Stile libero, ed è direttore editoriale di minimum fax.
Ha tradotto quasi cento tra romanzi e raccolte di racconti di autori inglesi e americani (Ballard, Caldwell, Harding, Lansdale, ’Nguyen, Yanagihara, tra gli altri), e dal 2018 è la voce italiana di Stephen King.
 
Mario Caramitti
Professore associato, insegna letteratura russa alla Sapienza. Divide le sue forze tra la ricerca (Letteratura russa contemporanea. La scrittura come resistenza, 2010, Classici alla finestra. Sei testi quasi indispensabili della letteratura russa, 2020) e la traduzione (oltre venti libri, da Puškin a Sokolov, da Tolstoj a Venedikt Erofeev), che considera il più prezioso strumento ermeneutico.
Scrive regolarmente di letteratura russa su “Alias” e ha curato antologie sulle avanguardie nuove (Schegge di Russia) e storiche (Fuoco e Sogni), fino alla recente Voci russe contro la guerra (con Massimo Maurizio, open access).
 
IL PROGRAMMA
 
1. Venerdì 6 marzo
Fëdor Dostoevskij, L’eterno marito / Francis Scott Fitzgerald, Tutti i giovani tristi
POETICHE IN MINIATURA
Approcciarsi a due classici per eccellenza partendo da opere più brevi e relativamente meno note permette di evidenziare in modo particolarmente nitido alcuni dei tratti più connotanti delle loro poetiche: il piacere masochistico per l’umiliazione e il cortocircuito vittima-carnefice per Dostoevskij, il gioco della seduzione e dell’inganno per Fitzgerald.
 
2. Venerdì 13 marzo
Anne Sexton, Il libro della follia / Anna Achmatova, La corsa del tempo
TRA CONFESSIONE E TRASFIGURAZIONE
Due poetesse capaci, per vie diverse ma con profonde analogie, di trascendere il modello confessionale: Achmatova, proponendo un io lirico interamente identificabile, ma senza alcun univoco o preciso riscontro autobiografico; Sexton, trasformando il privato in testimonianza di un’epoca, di una sensibilità, di una sottile rivolta collettiva.
 
3. Venerdì 20 marzo
Ivan Turgenev, Alla vigilia / Richard Yates, Revolutionary Road
SEMINARIO SULLA GIOVENTÙ
In due momenti cruciali della storia russa e americana, segnati da profonde trasformazioni sociali e psicologiche, scrittori della generazione precedente leggono le illusioni e le aspirazioni dei loro giovani protagonisti alla luce di un complessivo dissesto etico e sociale, inserendo grandi personaggi femminili al centro della narrazione.

 
4. Venerdì 27 marzo
Toni Morrison, Amatissima / Saša Sokolov, Palissandreide
FARE I CONTI CON LA STORIA
Una riflessione parallela sui mille modi in cui il fantastico, sotto forma di fantasma o di albero vivente, irrompe e contamina la prospettiva storica ed epica, e costruisce un modo nuovo di interpretare i “fatti”: che si tratti della dittatura staliniana o dell’eredità dello schiavismo.
 
 
Gli incontri saranno anche trasmessi in diretta sul nostro canale YouTube
 
 

Ernesto Galli della Loggia e Paolo Mieli a “La Biblioteca incontra”

 
Care lettrici e cari lettori,
venerdì 27 febbraio, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 1/2026, Ernesto Galli della Loggia e Paolo Mieli presenteranno il libro Brevi lezioni di storia italiana (e non solo) (Solferino), in dialogo con Paolo Pelliccia.

 
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
 
GLI AUTORI
Ernesto Galli della Loggia
Professore emerito di Storia contemporanea presso l’Istituto Italiano di Scienze Umane (Scuola Normale di Pisa).
Ha insegnato nelle Università di Siena, Perugia e all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, dove è stato preside della Facoltà di Filosofia. È editorialista del «Corriere della Sera».
Tra i suoi libri più recenti ricordiamo Una capitale per l’Italia. Per un racconto della Roma fascista (2024).
 
Paolo Mieli
Giornalista e storico, è stato direttore de «La Stampa» dal 1990 al 1992 e del «Corriere della Sera» dal 1992 al 1997 e dal 2004 al 2009 (ora ne è editorialista).
Dal 2021 è presidente del Premio Viareggio-Rèpaci.
Tra i volumi più recenti della sua ampia produzione saggistica, ricordiamo Fiamme dal passato (2024) e Il prezzo della pace (2025).
 
IL LIBRO
Ernesto Galli della Loggia e Paolo Mieli, Brevi lezioni di storia italiana (e non solo), Solferino
 
Non si può comprendere l’Italia di oggi senza conoscerne il passato e indagare gli snodi storici che hanno costruito, nei secoli, la sua identità. È con questa convinzione che Ernesto Galli della Loggia e Paolo Mieli tracciano in queste pagine un articolato disegno della storia italiana ed europea degli ultimi duecento anni, in una sintesi essenziale quanto rigorosa.
Qual è stato il ruolo di Cavour nel processo di unificazione nazionale? Come si è affermato il comunismo in Russia durante la Prima guerra mondiale? Quali condizioni hanno favorito l’ascesa di Mussolini e Hitler? Come si è potuta compiere la tragedia della Shoah e perché la Guerra fredda ha dominato il secondo Dopoguerra?
Queste Brevi lezioni partono dai moti carbonari e dalle guerre d’indipendenza contro l’Impero austriaco per arrivare alla Seconda Repubblica, attraversando le grandi cesure del Novecento: le ideologie dominanti, i conflitti mondiali. Fino al secolo americano, alle sfide della globalizzazione e alla crescita del ruolo internazionale cinese.
Il frutto di questa cavalcata è un racconto dei grandi eventi, dei personaggi centrali e delle tensioni irrisolte tra le aspirazioni dell’età moderna e le sue inevitabili contraddizioni. Con l’intento di offrire una chiave di lettura del passato, utile per orientarsi tra le incertezze del nostro presente.
 
 
L’incontro sarà anche trasmesso in diretta sul nostro canale YouTube