Tiziana Gazzini a ‘La Biblioteca incontra’
venerdì 21 novembre, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della rassegna “La Biblioteca incontra / Anteprima”, Tiziana Gazzini ci parlerà del suo libro Visionari. Simbolisti esteti dandies e altri sognatori in dialogo con Marcello Panni e Luigi Serafini.
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
Ha curato volumi d’arte e progettato, curato e organizzato numerose mostre in Italia e all’estero. Ha collaborato con la Quadriennale di Roma e con la Rai per una serie di programmi culturali. È autrice dei volumi Kokocinski. Vita straordinaria di un artista (Edizioni Clichy, 2017) e Ventiseiesimo piano (Rubbettino Editore, 2022).
Nel libro, saggi, articoli, brevi folgorazioni, raccontano storie, immagini, luoghi, pensieri, scritture, passioni e situazioni su Guillaume Apollinaire, Joséphine Baker, Balthus, Kathryn Bigelow, Karen Blixen, Federico Cesi, Camille Claudel, Claude Debussy, Tamara de Lempicka, Karl Wilhelm Diefenbach, Vlad Tepes Dracul, Sigmund Freud, Giovanni Heckius, Costantin Kavafis, Stephen King, Alessandro Kokocinski, Claude Lévi-Strauss, Ludwig II di Baviera, Gustave Moreau, Luigi Ontani, Anna Maria Ortese, Marcello Panni, Federico Peliti, Paolo Pelliccia, Lucio e Casimiro Piccolo, Mario Praz, Ilya Prigogine, Giuseppe Primoli, Pasquale Prunas, Rodolfo II d’Asburgo, Vita Sackville-West, Giulio Aristide Sartorio, Erik Satie, Luigi Serafini, Sissi, Francesco Stelluti, Paul Valéry, Luchino Visconti, Ornella Volta.
Sergio Givone a ‘La Biblioteca incontra’
venerdì 14 novembre, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della rassegna “La Biblioteca incontra / Anteprima”, il filosofo Sergio Givone ci parlerà del suo libro La ragionevole speranza. Come i filosofi hanno pensato l’aldilà in dialogo con Antonello Ricci.
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
D’altra parte la riflessione sull’immortalità dell’anima è stata da Socrate consegnata a Platone, da questi a Plotino e poi al neoplatonismo, fino alla mistica speculativa, all’idealismo e infine all’ontologia. Oggi, di questo tema, sembrano essersi perse le tracce. Partendo da quello che hanno scritto questi e altri grandi pensatori, Givone sposta ben presto il discorso all’oggi, per chiedersi come una questione apparentemente sorpassata – l’aldilà, la vita dopo la morte – incredibilmente resti attuale: in molti continuano infatti a strizzarle l’occhio, come non rassegnandosi all’idea di archiviarla del tutto.
Givone ci consegna un libro che tratta il grande tema della vita dopo la morte restando però saldamente ancorato alla vita stessa, proprio quella che ci tocca vivere in un’epoca disincantata e ignara di qualsiasi trascendenza.
Marcello Veneziani a ‘La Biblioteca incontra’
martedì 18 marzo alle 17.30, per il secondo appuntamento della serie “Intermezzi”, Marcello Veneziani sarà a La Biblioteca incontra per presentare il suo libro Senza eredi. Ritratti di maestri veri, presunti e controversi in un’epoca che li cancella (Marsilio).
IL LIBRO
È l’epilogo coerente di una società senza padri divenuta società senza figli. E ciò vale a partire dagli autori e dalle loro opere. Per reagire a questa amnesia, cancellazione ed emorragia, e salvare il salvabile, Marcello Veneziani ha composto una raccolta di settanta miniature di saggi, succinte biografie, profili non convenzionali, in vari casi scovenienti.
Da Pascal a Vico, da Leopardi a Manzoni, da Baudelaire a Proust e a Kafka, da Vattimo a Ratzinger, fino ai pensatori e agli scrittori più vicini a noi e viventi. Prima di loro, a essere senza eredi sono i classici, i grandi del passato, cancellati o abbandonati, quando non maledetti. Siamo scesi dalle spalle dei giganti. Senza eredi non è possibile nemmeno un pensiero nuovo, rivolto al futuro e all’essenziale, in grado di superare la nostra società dell’oblio che tende a perdere il senso critico, la cultura e l’umanità. La vera sciagura del presente non è l’avanzata dell’Intelligenza Artificiale ma la ritirata dell’Intelligenza Umana. Non resta che ribellarsi a questa china riscoprendo un diverso destino.
La registrazione dell’incontro è disponibile sul nostro canale YouTube
A ‘La Biblioteca incontra’, l’omaggio di Piera Detassis a Sophia Loren
venerdì 21 febbraio alle 17.30, per la nostra rassegna “La Biblioteca incontra”, Piera Detassis, presidente e direttore artistico dell’Accademia del cinema italiano – Premi David di Donatello, racconterà la storia e la carriera di Sophia Loren autentica icona del cinema italiano.
Dialogherà con lei il prof. Lorenzo Abbate.
Nel 2017 ha inaugurato la serie Nel profondo dell’immagine. Lezioni di cinema di Piera Detassis, presso la Galleria nazionale d’arte moderna di Roma.
IL LIBRO
Vito Mancuso a ‘La Biblioteca incontra’
venerdì 14 febbraio alle 17.30, per la nostra rassegna “La Biblioteca incontra”, sarà nuovamente con noi Vito Mancuso per presentarci il suo libro Destinazione speranza (Garzanti) in dialogo con il commissario straordinario Paolo Pelliccia.
È editorialista del quotidiano «La Stampa».
IL LIBRO
Viene dunque da chiedersi: «Che cosa posso sapere? Che cosa devo fare? Che cosa mi è lecito sperare?». Cercando di rispondere a queste tre fondamentali domande, formulate per la prima volta dal filosofo Immanuel Kant, Vito Mancuso ci guida alla ricerca del significato più profondo e autentico della nostra vita.
Togliendo alla ragione ogni pretesa di possedere un sapere su Dio e sull’avvenire, Destinazione speranza rifonda il senso della nostra esistenza su un presupposto inedito e dirompente: la libertà di obbedire. Se saremo in grado di essere noi stessi in relazione con gli altri, di resistere all’egoismo favorendo la solidarietà, di ridare valore alla dimensione morale al fine di agire con responsabilità, allora non tutto sarà perduto: solo così, infatti, potremo definirci donne e uomini davvero liberi e guardare con speranza, ragionevole e fondata, al futuro che ci attende.
Don Paolo Alliata a ‘La Biblioteca incontra’
venerdì 7 febbraio alle 17.30, per la nostra rassegna “La Biblioteca incontra”, avremo ospite don Paolo Alliata che presenterà il suo libro L’amore fa i miracoli (Ponte alle Grazie) in dialogo con il commissario straordinario Paolo Pelliccia.
Ha scritto e messo in scena per bambini e ragazzi testi teatrali sulla Bibbia (E Dio disse: “Su il sipario!”, ed. Centro Ambrosiano; “Io a Gesù bambino non ci credo mica!”, illustrato da Carla Manea, Valentina Edizioni – Centro Ambrosiano, entrambi usciti nel 2013). Per Ponte alle Grazie ha pubblicato: Dove Dio respira di nascosto (2018), C’era come un fuoco ardente (2019), Gesù predicava ai bradipi (2021).
Dal 2019 al 2024 è stato responsabile del Servizio per l’Apostolato Biblico della Diocesi di Milano, di cui è collaboratore. Dal 2022 è rettore del liceo Montini di Milano.
IL LIBRO
L’amore di Romain Gary è memoria e resistenza, nel volo degli aquiloni che inseguono l’azzurro. L’amore che scalda il cuore del professor Stoner è un sonetto di Shakespeare che schiude la porta sull’eterno. L’amore di Kundera oscilla tra leggerezza e pesantezza, vulnerabilità e compassione: è la voce bambina che canta. L’amore che aleggia nella resurrezione secondo Tolstoj è metamorfosi, grazia, primavera che arriva anche in città. L’amore, per Steinbeck, è profezia, preghiera in movimento, marcia collettiva verso la libertà. L’amore che sostiene C. S. Lewis è pianto che volge in letizia, legame che scavalca la morte, fede.
L’amore è quella forza che ci spinge a tuffarci nelle cose così come sono. Che ci rende vivi, non nelle aspettative, ma nella nostalgia di infinito, un infinito tanto più potente quanto incolmabile.
Con una prefazione di Isabella Guanzini.
Ernesto Galli della Loggia a ‘La Biblioteca incontra’
venerdì 31 gennaio alle 17.30, per la nostra rassegna “La Biblioteca incontra”, sarà nuovamente con noi Ernesto Galli della Loggia per presentarci il suo libro Una capitale per l’Italia (Il Mulino) in dialogo con Lorenzo Abbate.
Normale Superiore di Pisa ed editorialista del «Corriere della Sera».
Tra le sue numerose pubblicazioni: L’aula vuota. Come l’Italia ha distrutto la sua
scuola (Marsilio, 2019); Una profezia per l’Italia. Ritorno al sud (con Aldo Schiavone, Mondadori, 2021); Otto vite italiane (Marsilio, 2022); Insegnare l’Italia (Scholé, 2024).
IL LIBRO
Come società di massa e cultura moderna si affermarono e si confusero nella realtà contraddittoria del regime mussoliniano.
Roma fu il luogo dove l’atmosfera novecentesca abbigliata in veste fascista ebbe le sue maggiori manifestazioni pubbliche, dove il regime impregnò di sé opere e sogni, vie e piazze, campi sportivi e studi cinematografici, periferie e istituti culturali, testate giornalistiche e aule universitarie. Rimessa prepotentemente al centro della vita nazionale, la scena urbana della capitale fu per antonomasia la scena del fascismo. Adesso che il ventennio è una vicenda ideologicamente e politicamente conclusa, anche la Roma del duce può essere finalmente vista non solo come un panorama di crimini archeologici e urbanistici, ma nel suo rapporto con le grandi correnti culturali e artistiche del Novecento e come il luogo di nascita di una nuova società borghese destinata a stabilire una sorta di «egemonia romana» sulla futura Italia democratica.
Leggere pericolosamente
di Azar Nafisi
Traduzione di Anna Rusconi
Adelphi, 2024
«Finché possiamo immaginare, siamo liberi» ha detto David Grossman. Ma – si potrebbe obiettare – non sarà un lusso riservato agli scrittori? In altre parole: la letteratura esercita un effettivo potere sulla nostra vita quotidiana? Le cinque lettere che fra il 2019 e il 2020 Azar Nafisi ha indirizzato al padre, proseguendo un dialogo che la morte di lui non ha interrotto, sono la più persuasiva risposta a questo cruciale interrogativo. Mentre intorno a lei, anche negli Stati Uniti, la realtà si fa sempre più allarmante – dall’affermarsi di tendenze totalitarie alla pandemia di Covid-19 – e indignazione e angoscia paiono sopraffarla, Azar Nafisi torna a immergersi nei libri che più ha amato, e ci mostra, intrecciando racconto autobiografico e riflessione sulla letteratura, come Salman Rushdie e Zora Neale Hurston, David Grossman e Margaret Atwood, e altri ancora, l’abbiano accompagnata nei momenti più difficili, come veri e propri talismani. E le abbiano dischiuso, con la loro multivocalità, inattese prospettive: insegnandole per esempio a dubitare della soffocante dicotomia tra aggressore e vittima; a vedere nell’odio e nella rabbia, in apparenza capaci di conferire identità, una fuga dal dolore – a comprendere che le grandi opere letterarie sono davvero pericolose, giacché smascherano ogni impulso tirannico, fuori e dentro di noi. Sicché leggerle pericolosamente significa accogliere l’irrequietezza e il desiderio di conoscenza di cui ci fanno dono.