Paolo Kessisoglu a “La Biblioteca incontra”

 
Care lettrici e cari lettori,
venerdì 19 giugno, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, sarà con noi Paolo Kessisoglu per presentare il suo romanzo Ieri è il momento giusto (Solferino), in dialogo con Massimo Giacci.

 
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
 
L’AUTORE
Paolo Kessisoglu, attore, conduttore televisivo e sceneggiatore, ha esordito nel cabaret con il gruppo Cavalli marci, da cui si è staccato per dare vita assieme a Luca Bizzarri al duo comico Luca e Paolo. È stato protagonista di diversi film di successo, tra cui E allora mambo e …e se domani. Ha condotto trasmissioni cult come Le Iene, Scherzi a parte e Quelli che il calcio e presentato il Festival di Sanremo nel 2011. Nel 2019 ha scritto la canzone C’è da fare, incisa assieme ad altri 25 cantautori italiani per sostenere le vittime del crollo del ponte Morandi a Genova. La “copertina” satirica di Luca e Paolo a DiMartedì è tra i momenti più visti e amati del programma.
 
IL LIBRO
Paolo Kessisoglu, Ieri è il momento giusto, Solferino
 
Federico ha molto di cui lamentarsi (e lo fa): una figlia adolescente in crisi, una ex moglie faticosa, un lavoro di fotografo che non è mai decollato. Almeno sa chi è e sa qual è il suo posto nel mondo, anche se quel posto non gli piace. Ma questa minima certezza è destinata a crollare quando dalla Francia arriva la notizia: suo padre Giovanni è morto all’improvviso, durante un soggiorno ad Arles. E nella cittadina francese non lo aspettano solo tristi adempimenti burocratici, ma la sorpresa della sua vita: non è l’unico erede, perché non è l’unico figlio. C’è un fratello minore, Marco, diversissimo da lui. C’è un’altra donna, Silvia, con cui Giovanni ha avuto una relazione tutt’altro che occasionale. E c’è un’eredità misteriosa, destinata a lui e a Marco, a patto che vadano a prendersela insieme, viaggiando fino a Lampedusa, con tappe prestabilite. Il primo pensiero è: al diavolo l’eredità, Giovanni non era certo ricco. Cosa può aver lasciato che valga la fatica di attraversare l’intera penisola con un fratello sconosciuto e che nemmeno ti sta simpatico?
Ma Federico ha bisogno di qualcosa di più dei soldi, ora che le fondamenta della sua vita e della sua identità sono andate in frantumi. Ha bisogno di capire – daccapo – chi è, e qual è il suo posto nel mondo. Un posto che, forse, si può trovare solo salendo in macchina con Marco, e andando all’avventura.
 
 
La registrazione dell’incontro è disponibile sul nostro canale YouTube
 
 

Giancarlo Dotto a “La Biblioteca incontra”

 
Care lettrici e cari lettori,
venerdì 12 giugno, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, sarà con noi Giancarlo Dotto per presentare il romanzo L’ultima danza di Maradona (Rizzoli), in dialogo con il commissario straordinario Paolo Pelliccia.

 
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
 
L’AUTORE
Giancarlo Dotto ha scritto, tra gli altri, per La Stampa, Il Messaggero, Il Foglio, Panorama, l’Espresso, Sette, Diva e Donna, Vanity Fair, Max, Wired e Corriere dello Sport. Autore e opinionista di trasmissioni per Mediaset, Rai, La7, San Marino Rtv, è stato amico e collaboratore di Carmelo Bene, con il quale ha scritto Vita di Carmelo Bene (1998). Ha partecipato alle autobiografie di Maurizio Costanzo (Chi mi credo di essere, 2004) e Ornella Vanoni (Una bellissima ragazza, 2011). Tra i suoi libri, Il mucchio selvaggio (con Sandro Piccinini, 2006), La squadra perfetta (2008), Il Dio che non c’è (2021). Per Rizzoli ha pubblicato il romanzo Anime pezzenti (2017) e Nate libere (2020).
 
IL LIBRO
Giancarlo Dotto, L’ultima danza di Maradona, Rizzoli
 
Werner Falco, detto il Bucaniere, faccia da etrusco ormai ridotta a un teschio, è un mercante di uomini. Un fiuto unico nel riconoscere il talento e trasformarlo in oro, per la felicità di presidenti, allenatori e calciatori, scovati nelle più improbabili periferie di tre continenti. A sessantacinque anni, appeso a una bomboletta di ossigeno, sverna a Bahia, dove, aspettando la fine, ha messo gli occhi su un diciassettenne destinato a diventare una star del calcio internazionale. Ma una telefonata lo richiama in Italia: una serie di misteri ed efferati delitti sconvolge il calcio italiano, e Tano Piramide, commissario di provincia e amico da sempre, ha bisogno del suo aiuto.
Il ritorno si trasforma presto in un viaggio sospeso tra la memoria di amori perduti e l’incubo di un serial killer armato di martello, in un mondo corroso dagli effetti di una nube pestilenziale e dal sentimento di una perdita difficile da decifrare. A distanza di tempo la scomparsa di Maradona è un dolore che si ostina, sottile e insopportabile. Una mancanza. Una sottrazione di bellezza. In questa storia visionaria eppure densa di personaggi vividissimi, Giancarlo Dotto trasfigura l’esperienza di decenni di narrazione per i giornali e costruisce un romanzo a chiave insieme grottesco e nostalgico, in cui le passioni, le rivalità, gli odi, i tradimenti dei protagonisti non ce la fanno più a restare soffocati e nascosti, ma esplodono in tutta la loro brutale evidenza. Quando il calcio accetta senza ipocrisie di mostrarsi per quello che è: un gioco che sa essere molto crudele.
 
 
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Ottavio Fatica presenta Céline a “La Biblioteca incontra”

 
Care lettrici e cari lettori,
martedì 9 giugno, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, tornerà a trovarci Ottavio Fatica per presentare Londra (Adelphi), il secondo inedito di Louis-Ferdinand Céline da lui tradotto.

 
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
 
L’AUTORE
Louis-Ferdinand Céline (1894-1961) è una delle personalità più controverse della letteratura del Novecento. È autore di otto romanzi a sfondo autobiografico (tra i più noti Viaggio al termine della notte e Morte a credito) e di tre libelli antisemiti che gli valsero l’esilio in Danimarca e un processo per collaborazionismo. Rientrato in Francia nel 1951, Céline visse isolato a Meudon, tornando alla ribalta con i tre grandi romanzi della cosiddetta “trilogia tedesca” (Da un castello all’altro, Nord, Rigodon).
 
IL COORDINATORE DELL’INCONTRO
Ottavio Fatica è uno dei piú stimati traduttori italiani. Nato a Perugia, vive a Narni. Fra le sue traduzioni, il Moby-Dick di Melville, quasi tutto Kipling, i diari di Byron, i limerick di Lear. Per Einaudi ha pubblicato nella collana Collezione di poesie, Le omissioni (2009) e Vicino alla dimora del serpente (2019).
 
IL LIBRO
Louis-Ferdinand Céline, Londra, Adelphi
 
All’inizio di Londra Ferdinand, alter ego di Céline, appena sceso dalla nave su cui si era imbarcato alla fine di Guerra, si ritrova nel mondo della mala londinese, o meglio di quella francese, fuggita in massa per scampare alle trincee. Una contro-società chiusa in sé stessa, con le sue regole inumane, da tutti accettate stoicamente. Ma che cos’è Londra? Un manuale di sopravvivenza a uso dei disertori, un inno dolente alla prostituzione, un’elegia alla città che i giornali dell’epoca definivano «il più grande mercato di carne umana del mondo»: mai così diversa, stralunata, affascinante nel suo superbo squallore.
Céline squaderna una galleria di personaggi eroici nella turpitudine, alcuni già incontrati in Guerra come la prostituta Angèle e il maggiore Purcell (qui trasformato in folle inventore), o il bombarolo dostoevskiano Borokrom, i due papponi rivali Cantaloup e Tregonet, e il medico ebreo Yugenbitz, «pura bontà», quello che Céline avrebbe voluto diventare. Tutti dal destino segnato, popolano giorno e notte grandi arterie e angiporti, androni e locali malfamati, parchi e latrine.
La violenza, l’intensità quasi insopportabile di questa prosa dimostrano che il romanzo ci è pervenuto in una versione non purgata, che mai avrebbe potuto vedere la luce negli anni Trenta, quando è stato scritto, e resta materia incandescente ancora oggi.
 
 
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Rabih Alameddine a “La Biblioteca incontra”

 
Care lettrici e cari lettori,
domenica 7 giugno, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, sarà con noi Rabih Alameddine per presentare il libro La vera storia di Rajah il Credulone (e di sua madre) (La nave di Teseo), in dialogo con Kor O’Connell.

 

Alameddine, scrittore e pittore, è una voce tra le più originali della narrativa contemporanea. È in Italia dal 4 al 9 giugno per un breve tour iniziato a Milano in occasione della Milanesiana, festival culturale ideato e diretto da Elisabetta Sgarbi, e che prevede altre quattro tappe a Pescara, Viterbo, Pompei e Bari.

 
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
 
L’AUTORE
Rabih Alameddine è nato in Giordania da genitori libanesi, ha vissuto in Kuwait e in Libano e ha poi completato i suoi studi in Inghilterra e negli Stati Uniti, laureandosi in Ingegneria presso l’Università di San Francisco. Pittore, oltre che scrittore, ha tenuto delle esposizioni negli Stati Uniti, in Europa e in Medio Oriente. Come scrittore collabora con numerosi quotidiani, dal Los Angeles Times al Corriere della Sera.
Tra i suoi romanzi tradotti in Italia Io, la Divina; Hakawati. Il cantore di storie; La traduttrice; L’angelo della storia e Il lato sbagliato del telescopio.
 
IL LIBRO
Rabih Alameddine, La vera storia di Raja il Credulone (e di sua madre), La nave di Teseo
 

* Vincitore del National Book Award 2025 *

 
Raja ha poco più di sessant’anni e abita con la madre in un minuscolo appartamento a Beirut. I due non potrebbero essere più diversi: lui è un professore di filosofia immerso nei suoi libri, riservato sulla sua vita privata e amante della solitudine; lei, Zalfa, è una donna ancora molto forte, decisa e assai invadente, che pretende di conoscere tutto della vita del figlio. Un misterioso invito presso un’illustre fondazione americana, che desidera premiarlo per i suoi presunti successi letterari, scuote la routine di Raja. La borsa di studio offerta gli farebbe comodo e il soggiorno negli Stati Uniti gli darebbe l’opportunità di prendere le distanze dalla madre e da un paese che per tutta la sua vita è stato attraversato da conflitti e disastri. Ben presto, però, l’entusiasmo e l’ingenuità di Raja dovranno fare i conti con le vere ragioni di quell’invito, obbligandolo a rievocare e rivivere le vicende, gli incontri e i tradimenti che hanno segnato il suo passato.
La vera storia di Raja il Credulone (e di sua madre) è un’opera indimenticabile, capace di raccontare l’orrore e il caos della realtà con una voce unica, compassionevole, ironica e spietata al tempo stesso. Un romanzo che diverte, ferisce e commuove, e che consacra Rabih Alameddine come una delle voci più originali della letteratura contemporanea.
Traduzione di Licia Vighi

 
 
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Antonio Monda a “La Biblioteca incontra”

 
Care lettrici e cari lettori,
venerdì 5 giugno, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, tornerà a trovarci Antonio Monda per presentare il libro Una mattina gloriosa (Mondadori), in dialogo con Elisabetta Morlino.

 
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
 
L’AUTORE
Antonio Monda insegna alla New York University e collabora con «La Repubblica». Ha curato mostre per il Louvre, il MoMA, il Lincoln Center e il Guggenheim. È autore di romanzi e saggi critici tradotti in molte lingue.
Dal 2015 al 2021 è stato direttore artistico della Festa del Cinema di Roma.
Tra le sue pubblicazioni: La magnifica illusione (Fazi 2003), The Hidden God (MoMA 2004), Tu credi? (Fazi 2006), Assoluzione (Mondadori 2008), L’America non esiste (Mondadori 2012), I film della nostra vita (Mondadori, 2013), La casa sulla roccia (Mondadori 2014), Ota Benga (Mondadori 2015), Io sono il fuoco (Mondadori 2018), Nel territorio del diavolo (Mondadori 2019), Incontri ravvicinati (La Nave di Teseo 2024).
 
LA COORDINATRICE DELL’INCONTRO
Elisabetta Morlino è professoressa universitaria specializzata in diritto pubblico internazionale, autrice di volumi e saggi pubblicati in italiano e inglese. È stata research fellow all’Università di Oxford, alla New York University School of Law, al Max Planck Institute di Heidelberg.
 
IL LIBRO
Antonio Monda, Una mattina gloriosa, Mondadori
 
New York, aprile 1912. Al molo 59 la città si ferma. Una folla eterogenea attende l’arrivo del più grande transatlantico mai costruito, simbolo di un progresso che promette di non avere limiti. È una mattina limpida, carica di aspettative, e ognuno scruta l’orizzonte portando con sé il peso delle proprie speranze. C’è il sindaco William Jay Gaynor, convinto che la politica debba essere una missione morale; c’è Josef Stránský, direttore della New York Philharmonic, deciso a trasformare un’umiliazione pubblica in riscatto; ci sono Alfonso e Rossana, emigrati siciliani che affidano al nuovo mondo il desiderio di un figlio e di una vita diversa; e poi uomini e donne segnati dall’ingiustizia, dall’ambizione, dal bisogno di essere riconosciuti. Antonio Monda compie una scelta narrativa efficacissima e sorprendente: non nomina mai la nave che tutti aspettano. La evoca in assenza dando voce a chi è a terra, mescola con maestria personaggi reali e d’invenzione, intreccia le loro storie in un grande affresco corale, raccontando un’umanità sospesa tra fede e disincanto, tra sogno americano e violenza del reale.
Sullo sfondo, New York si rivela per ciò che è: una città capace di accogliere tutti, spesso chiedendo un prezzo altissimo.

 
 
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Emanuele Trevi a “La Biblioteca incontra”

 
Care lettrici e cari lettori,
martedì 19 maggio, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, sarà con noi Emanuele Trevi per presentare il libro Mia nonna e il Conte (Solferino) in dialogo con Antonello Ricci.

 
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
 
L’AUTORE
Emanuele Trevi (Roma, 1964), tra i più apprezzati scrittori e critici della sua generazione, collabora con il «Corriere della Sera». Ponte alle Grazie ha pubblicato i tre romanzi Qualcosa di scritto (2012, finalista Strega, vincitore del Premio Europeo per la Letteratura, tradotto in diciotto lingue), Sogni e favole (2019, Premio Viareggio) e Il figlio del mago (2023), e una nuova edizione del saggio Musica distante (2012). Tra i suoi altri libri ricordiamo Istruzioni per l’uso del lupo (Castelvecchi, 1994), I cani del nulla (Einaudi, 2003), Senza verso (Laterza, 2004), Il libro della gioia perpetua (Rizzoli, 2010), Il popolo di legno (Einaudi, 2015). Con Due vite (Neri Pozza, 2020) ha vinto il Premio Strega 2021.
 
IL LIBRO
Emanuele Trevi, Mia nonna e il Conte, Solferino
 
«Come certe ragazzine così timide e ritrose da sembrare anonime, che svelano il loro fascino al momento giusto, nel giro di un’estate, a sedici o diciotto anni, iniziando a raggiare alla maniera di astri appena scoperti nella carta del cielo, mia nonna diventò bellissima dopo gli ottanta.» È una nonna dai tratti di dea arcaica, Peppinella, la protagonista di questo libro, una perentoria matriarca calabrese che, come una regina, vive riverita da due dame di compagnia – Delia e Carmelina – ma che al pari di ogni donna del popolo guarda Beautiful al pomeriggio. Nel suo giardino dominato dall’imponente cibbia, il nipote Emanuele trascorre – immerso nei libri – le interminabili estati dell’infanzia e della giovinezza. Ed è in questo hortus conclusus che un bel giorno Peppinella si vede comparire davanti addirittura un Conte, anch’egli ultraottantenne e studioso della storia borbonica, che le porge un mazzetto di fiori e chiede il permesso di attraversare la sua proprietà, per accorciare il percorso da casa al paese.
Passaggio dopo passaggio, tra Peppinella e il Conte fiorisce un affetto inaspettato, tardivo, privo di ansie e pretese, gratuito. «Come se fossero rinchiusi in una sfera di cristallo, custodivano un segreto inaccessibile, la formula di un incantesimo di cui entrambi, a loro insaputa, possedevano la metà necessaria a completare l’altra» scrive Emanuele Trevi, che della storia d’amore della nonna è stato testimone partecipe. E in queste pagine piene di intimità e di spirito restituisce e trasfigura una narrazione famigliare sospesa tra il quotidiano e l’eterno, intessuta di uno struggente sentimento del tempo.

 
 
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Gaja Cenciarelli a “La Biblioteca incontra”

 
Care lettrici e cari lettori,
mercoledì 13 maggio, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, sarà con noi Gaja Cenciarelli per presentare il libro Il rivoluzionario e la maestra (Marsilio) in dialogo con Massimo Giacci.

 
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
 
L’AUTRICE
Gaja Cenciarelli, scrittrice e traduttrice, vive e lavora a Roma. Ha scritto romanzi, racconti, interventi critici. Fa parte dei “Piccoli Maestri” e ha pubblicato, fra gli altri, Extra omnes. L’infinita scomparsa di Emanuela Orlandi (Zona 2006) e Sangue del suo sangue (nottetempo 2011). Per Marsilio sono usciti La nuda verità (2018), Domani interrogo (premio Alvaro Bigiaretti 2023) e A scuola non si muore (2024). Insegna lingua e letteratura inglese a Roma.
Dal 19 febbraio è nei cinema il film Domani interrogo – tratto dal suo omonimo romanzo
e del quale è co-sceneggiatrice – con la regia di Umberto Carteni e l’interpretazione di
Anna Ferzetti.
 
IL LIBRO
Gaja Cenciarelli, Il rivoluzionario e la maestra, Marsilio
 
Adolfo Wasem e Sonia Mosquera furono rapiti nel 1972, in Uruguay, durante la dittatura militare. Per dodici anni furono sottoposti a torture indicibili. Wasem e tutto il comitato direttivo dei Tupamaros – tra cui il “presidente povero” Pepe Mujica – vissero in isolamento in cunicoli sotterranei chiamati calabozos, nel silenzio più assoluto.
In una casa alla periferia di Roma, quarant’anni dopo la morte di Wasem, una donna, alle prese col suo ennesimo trasloco, trova un libro. La storia di Wasem le insegna che ciascuno può fare la rivoluzione a modo suo, e che aver perso i soldi, la famiglia, la casa, gli amici, non significa dover rinunciare alla libertà.
Tutte le famiglie felici si assomigliano e ognuna è infelice a modo suo, dice uno dei capolavori della letteratura, ed è di certo vero. Ma lo è altrettanto che tutte le storie del mondo, anche quando sembrano slegate l’una dall’altra, distanti nel tempo e nella geografia, nella condizione politica e sociale, viaggiano unite da un filo che si chiama libertà: cercare di stare in piedi per poter cadere e rialzarsi, andare a capo. Gaja Cenciarelli, con la sfrontatezza che abbiamo amato in tutti i suoi romanzi, ci porta nella sua vita e in quella di Adolfo Wasem, per testimoniare come la rivoluzione è sempre possibile, anche quando si chiama “cambiare casa”.
Queste sono le storie di un rivoluzionario e di una maestra, che poi sono una storia sola. Che è pure la nostra.

 
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Andrea Cortellessa a “La Biblioteca incontra”

 
Care lettrici e cari lettori,
martedì 24 febbraio, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 1/2026, Andrea Cortellessa presenterà il libro Una ragione di più per andare all’inferno. Vedere, Pasolini (Treccani Libri), in dialogo con Giulio Ferroni.

 
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
 
L’AUTORE
Andrea Cortellessa
Storico della letteratura e critico d’arte, insegna Letteratura italiana contemporanea all’Università degli Studi Roma Tre. Ha curato testi e mostre di grandi autori del Novecento e del nostro tempo e ha collaborato con scrittori e critici, registi teatrali e televisivi. Scrive su quotidiani e riviste. Tra le pubblicazioni più recenti: Zanzotto. Il canto nella terra (Laterza, 2021), Filologia fantastica. Ipotizzare, Manganelli (Argolibri, 2022), Con l’ascia dietro le nostre spalle. Amelia Rosselli (Electa, 2024), Forse che sì. Joyce fra Pascoli e Gadda (Quodlibet, 2025).
 
IL COORDINATORE DELL’INCONTRO
Giulio Ferroni
Professore emerito della Sapienza di Roma, è autore di studi sulle più diverse zone della
letteratura italiana (da Dante a Tabucchi) e dell’ampio manuale Storia della letteratura
italiana
(1991 e 2012). Tra le sue più recenti pubblicazioni: Gli ultimi poeti. Giovani Giudici e Andrea Zanzotto (2013), La fedeltà della ragione (2014), La scuola impossibile (2015), La solitudine del critico (2019), L’Italia di Dante. Viaggio nel paese della Commedia (2020), con cui ha vinto il Premio letterario internazionale Viareggio Rèpaci 2020 (sezione Saggistica) e il Premio letterario internazionale Mondello 2020 (sezione Opera critica).
Ha diretto il volume sulla Letteratura della serie Treccani Il contributo italiano alla storia del pensiero (2018).
 
IL LIBRO
Andrea Cortellessa, Una ragione di più per andare all’inferno. Vedere, Pasolini, Treccani
 
Non è un mistero che l’ispirazione di Pasolini fosse molto legata alle immagini dell’arte, almeno quanto alla tradizione letteraria. Ma la quasi totalità degli studi si è finora dedicata al suo rapporto col repertorio della grande pittura rinascimentale e manierista, trascurando quello controverso che ebbe con l’arte del suo tempo. Soprattutto nella sua ultima stagione, nei mesi convulsi che precedettero la tragica morte, è evidente l’attrazione – contraddittoria e combattuta – per le sperimentazioni di pittori, cineasti e fotografi dell’avanguardia: tanto avversata nelle prese di posizione pubbliche quanto presente, sia pure in modo tormentato, nel segreto dell’officina. Senza questo reagente non si capirebbero (e spesso non si sono capite) opere come Salò e Petrolio – la cui edizione più recente ha restaurato, almeno “virtualmente”, l’apparato di immagini che avrebbe dovuto accompagnare il “misterioso” romanzo lasciato doppiamente incompiuto nel novembre del 1975. Andrea Cortellessa, da sempre interessato alle avanguardie e al rapporto fra letteratura e immagini, prende in esame l’opera di Pasolini partendo dal consumo che della sua icona fa la cultura del nostro tempo e, retrocedendo come in un procedimento indiziario, risale al cuore di tenebra della biografia dell’autore e della storia del Novecento.
 
 
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Paul Morand a “La Biblioteca incontra”

 
Care lettrici e cari lettori,
martedì 17 febbraio, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 1/2026, Giuseppe Scaraffia ricorderà lo scrittore francese Paul Morand presentando il libro Milady (Settecolori).

 
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
 
L’AUTORE
Paul Morand
Scrittore, diplomatico, grande viaggiatore, fu autore di racconti, romanzi, reportage che fecero di lui, fra le due guerre, uno degli scrittori francesi più celebri al mondo. Nel 1968 fu eletto membro dell’Académie française. Fra le sue opere tradotte in Italia ricordiamo Il sole offuscato, Buddha vivente e Aperto la notte, Chiuso la notte. Di Morand Settecolori ha pubblicato anche L’ultimo pasto di Cazotte e Londra.
 
IL COORDINATORE DELL’INCONTRO
Giuseppe Scaraffia
Ha insegnato Letteratura francese presso Sapienza Università di Roma. Collabora con Il
Sole 24Ore e il Venerdì di Repubblica. Nel 2008, con Cortigiane, ha vinto il premio speciale Grinzane-Beppe Fenoglio. Con Bompiani ha pubblicato Il romanzo della Costa Azzurra (2013), L’altra metà di Parigi. La Rive Droite (2019) e la biografia Marcel Proust (2022)
 
IL LIBRO
Paul Morand, Milady. Le donne, gli amori e i cavalli, Settecolori
 
«Il comandante», così tutti lo conoscono a Saumur, che con la sua Scuola di cavalleria è per la Francia ciò che San Pietro è per la cristianità, è reduce da un matrimonio infelice, conclusosi con un divorzio che economicamente lo sta dissanguando e di cui ha anche colpa la sua passione per l’equitazione. Di venti anni più giovane, sua moglie Eliane in sella non sapeva stare e non voleva nemmeno imparare. E inoltre lo tradiva…
«Le donne più mi hanno fatto soffrire, più mi hanno fatto disperare – ha confidato Gardefort a un amico – e più mi sono dedicato ai cavalli».
Finalmente un giorno ha incontrato Milady e con lei ha avuto l’illusione di essere ancora vivo…
Con i suoi 13 corti capitoli, questo delizioso e insieme amaro racconto di Paul Morand mette in scena la relazione straordinaria fra un vecchio ufficiale e la sua giovane giumenta: c’è il cerimoniale degli incontri quotidiani, la tenerezza dei loro corpo a corpo, lo scambio di sguardi, di attenzioni e di carezze, l’armonia raggiunta nella sottomissione dell’animale al suo «signore». È un rapporto che ha tutti gli elementi di una storia romantica e insieme di una storia d’amore, stravagante e alla fine tragica.

 
 
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Jirí Karásek a “La Biblioteca incontra”

 
Care lettrici e cari lettori,
mercoledì 11 febbraio, alle 17.30, la nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 1/2026, dedica un incontro allo scrittore praghese Jirí Karásek ze Lvovic a cura di Lucio Saviani. Alla serata parteciperanno la traduttrice Ruzena Hálová, la psicologa Maria Rosa Tinti e l’attore e regista Luigi Lo Cascio.

 
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
 
L’AUTORE
Jirí Karásek ze Lvovic
È uno dei maggiori esponenti cechi della corrente simbolico-decadente di fine Ottocento. Poeta e scrittore, collezionista d’arte nonché membro della società ermetica Universalia, fu direttore della Biblioteca del Ministero delle Poste e del Museo e Archivio Postale di Praga.
 
UN INCONTRO A CURA DI
Lucio Saviani
Filosofo e scrittore, è tra i principali esponenti dell’ermeneutica in Italia. Socio fondatore della Società Filosofica Europea di Ricerca e Alti Studi, ha insegnato Storia della Filosofia, Fondamenti di Scienze Umane ed Estetica all’Università di Roma La Sapienza. Già consulente per Rai Educational, è collaboratore dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici.
Tra i suoi libri: Ermeneutica radicale come esperimento in Nietzsche, 1985; Voci di confine, 1993, 2011; Ludus Mundi, 2015; Monte Athos. Esperienze della filosofia, 2019; L’esercizio della filosofia, 2021. Numerosi i suoi saggi in riviste, le conferenze presso Istituti Italiani di Cultura (Parigi, Breslavia, New York, Cracovia, Praga) e i suoi testi scritti con Pasquale Panella.
 
CON LA PARTECIPAZIONE DI
Ruzena Hálová
Traduttrice editoriale e istituzionale. Laureata in Lingue e Letterature Ceca e Russa all’Università “Carolinum” di Praga. Tra le sue pubblicazioni: Vaclav Havel. Cinque discorsi per l’Europa (Euno, 2014), Il romanzo di Manfred Macmillen (2016) e Scarabaeus (2024) di Jiří Karásek ze Lvovic, Italština pro pokročilé samouky [Manuale di Italiano – Corso di livello avanzato] (Leda, Praga, 2022), Le spirali del dissenso, (in Il dissenso, Moretti e Vitali, 2025), Gli uomini, le salamandre e la loro lunga ombra (su K. Čapek) in “Alexis”, UNINT Roma 2024. Nel ’95 lavora al film Carnevale di Venezia, girato a Venezia da Otakar Schmidt, del Teatro Sklep di Praga, traducendo in simultanea un discorso di Massimo Cacciari in diretta per la Radio di Stato Ceca. È co-fondatrice e Presidente della Società Filosofica Europea di Ricerca e Alti Studi (SFERA).
 
Maria Rosa Tinti
Psicologa, ha lavorato per più di vent’anni nel Servizio di salute mentale di Orzinuovi (BS) diretto da Graziano Valent, con cui tuttora svolge attività formativa in ambito psicologico e psichiatrico sui temi dell’approccio dialettico-relazionale alla follia e alla cura.
Ha affiancato alla sua professione la passione per il teatro e la letteratura con l’attività nel gruppo teatrale Scena Sintetica di Brescia.
Tra i suoi scritti: Virgole inesauste. Figure di follia e di cura sulla scena dialettica della vita, Moretti & Vitali, 2018; Růžena Hálová. L’arte della traduzione, in Ritratti a viva voce (a cura di V. Montisci), edizioni I libri di Mompracem – Vald’O, l’Avamposto culturale, 2025.
 
Luigi Lo Cascio
Diplomatosi all’Accademia di Arte Drammatica Silvio D’Amico nel 1992, comincia subito una prolifica carriera teatrale, arrivando a vincere due volte il premio UBU come miglior attore protagonista.
Nel 2000 Marco Tullio Giordana lo chiama per il ruolo di Peppino Impastato nel film I cento passi, con cui ottiene un David di Donatello. Nel 2012 esordisce come regista con La città ideale alla 69° Mostra del Cinema di Venezia.
 
I LIBRI
Jiří Karásek ze Lvovic, Il romanzo di Manfred Macmillen, Moretti & Vitali
 
Il romanzo di Manfred Macmillen, pubblicato a Praga nel 1907, è la prima parte della trilogia Romanzi di tre maghi di Jirí Karásek ze Lvovic. Appartiene al mondo della letteratura fantastica fin de siècle. Alla sua uscita, rappresentò un anacronismo, un tentativo di ridare nuova vita al romanzo gotico nella modernità di inizio Novecento. Il tema principale del libro è il rapporto tra la realtà del mondo che abitiamo e la realtà del mondo del pensiero che abita in noi, l’oscillazione di livelli di realtà inconciliabili. Una fusione di finzione e vita reale il cui abisso è svelato da un finale aperto e incerto, quando dalla materia stessa della vita prende forma un’opera d’arte tutta incentrata sulla finzione. L’essenza di questo romanzo potrebbe essere racchiusa nell’ultima frase, dalla venatura autoironica, dell’introduzione del romanzo scritta dallo stesso Jirí Karásek: “Un buono stilista, se s’ingegna, raggiunge sempre l’incomprensibilità desiderata”.

 
Jiří Karásek ze Lvovic, Scarabaeus, Moretti & Vitali
 
Seconda parte della trilogia Romanzi di tre maghi. La vicenda si snoda nella città più rappresentativa della sensibilità simbolista e decadente: Venezia, con i suoi palazzi fatiscenti e le strade deserte o animate da quella che sembra una perenne festa. Ma una festa in cui occhieggia costantemente la maschera della Morte Rossa di Edgar Allan Poe, portando con sé un senso costante di fine e di disfacimento. Marcel, il protagonista, si muove nelle stesse atmosfere di un Dorian Gray e di un Des Esseintes, tra stoffe pregiate, profumi, amanti disperati ed estenuata sensibilità, tra antiche storie e segreti, veleni e magia. Dandismo, nella più alta delle sue declinazioni, animato da una «lussuria fredda», fredda eppure passionale, che disprezza il piccolo commercio della logica.

 
 
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Diego Marani a “La Biblioteca incontra”

 
Care lettrici e cari lettori,
martedì 10 febbraio, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 1/2026, Diego Marani presenterà il suo libro L’ultima falsità (La nave di Teseo), in dialogo con Antonello Ricci.

 
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
 
L’AUTORE
Diego Marani
Già direttore dell’Istituto italiano di cultura di Parigi, è stato per lungo tempo funzionario dell’UE, dove si è occupato di lingue e di diplomazia culturale. Per La nave di Teseo sono usciti Vita di Nullo (2017), Il ritorno di San Giorgio (2019), La città celeste (2021) e la nuova edizione di Nuova grammatica finlandese (2022), romanzo tradotto in quindici lingue, vincitore tra gli altri del premio Grinzane Cavour 2001 e dell’Oxford-Weidenfeld Translation prize 2012.
 
IL LIBRO
Diego Marani, L’ultima falsità, La nave di Teseo
 
Uno psicanalista italiano che lavora a Parigi racconta la terapia di un suo paziente, Danilo Zanca, diplomatico presso l’ambasciata italiana. Zanca vive all’ombra della moglie e del suocero: inetta e arrivista lei, generale della marina pronto a tutto per sua figlia lui. Il diplomatico ha poco interesse per i suoi incarichi professionali. Spera solo di scalare la gerarchia il più in fretta possibile e di essere lasciato in pace. Nelle varie sedute terapeutiche racconta la sua passione per la scrittura, suo unico grande amore tenuto però sempre nascosto poiché non conciliabile con le mire di denaro e di potere coltivate da moglie e suocero.
Incoraggiato dallo psicanalista, il diplomatico si dedica più pienamente alla sua passione e porta alle sedute le trame dei suoi romanzi mai scritti che affascinano il medico e che finiranno per diventare l’unico argomento dei loro incontri. Zanca non si accorge che la finzione delle sue storie finisce per intrecciarsi con la realtà: una proliferazione incontrollata di personaggi, di fantasmi e di trame che finiscono per invadere il suo mondo e che influenzeranno inesorabilmente la sua vita e quella delle persone intorno a lui, fino al colpo di scena finale.

 
 
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Elena Rui a ‘La Biblioteca incontra’

 
Care lettrici e cari lettori,
venerdì 28 novembre, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della rassegna “La Biblioteca incontra / Anteprima”, Elena Rui ci parlerà del suo libro Vedove di Camus in dialogo con Pier Paolo Di Mino.
 

L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).

 
L’AUTRICE
 
Elena Rui, nata a Padova nel 1980, vive in Francia dal 2005. Ha insegnato italiano ad Albi, Tolosa e Parigi. Ha già pubblicato La famiglia degli altri (Garzanti, 2021) e la raccolta di racconti Affetti non desiderati (Arkadia, 2024).
Vedove di Camus è il suo ultimo romanzo.
 
IL COORDINATORE DELL’INCONTRO
 
Pier Paolo Di Mino è nato a Roma nel 1973. Da molti anni scrive Lo splendore – del quale L’infanzia di Hans costituisce il primo volume – e lavora al progetto artistico e letterario «Il libro azzurro», la cui cura iconografica è affidata a Veronica Leffe.
 
IL LIBRO
Elena Rui, Vedove di Camus, L’Orma
 
Il 4 gennaio 1960, la Facel Vega guidata dal celebre editore Michel Gallimard sfreccia lungo una strada della Borgogna e va a schiantarsi contro un platano. Sul sedile del passeggero, Albert Camus, che solo tre anni prima era stato insignito del Premio Nobel per la Letteratura, muore sul colpo.
Mentre il mondo intero rimane attonito, orfano di uno dei più grandi intellettuali del Novecento, quattro donne si ritrovano all’improvviso “vedove” dell’uomo che amavano: la moglie Francine Faure, la brillante attrice Catherine Sellers, la giovane pittrice Mette Ivers, di origini danesi, e Maria Casarès, immensa interprete del teatro francese, che Camus stesso – fedele ai paradossi del sentimento – definiva «l’Unica».
Con estro e rigore, Elena Rui indaga le vite e le voci di queste quattro figure femminili di fronte all’ineluttabilità della disgrazia. Si imbastisce così «un discorso sull’amore» che rifiuta viete certezze morali per restituire la trama sottile, contraddittoria e irriducibile degli affetti, offrendo a chi legge la libertà – e l’onere – di interrogarsi sui confini e sugli abissi dei rapporti umani.

 
 
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Susanna Vallorani a ‘La Biblioteca incontra’

 
Care lettrici e cari lettori,
venerdì 31 ottobre, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della rassegna “La Biblioteca incontra / Anteprima”, sarà con noi Susanna Vallorani per presentare il suo libro Il compasso e la rosa in dialogo con Lorenzo Abbate.
 

L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).

 
L’AUTRICE
 
Susanna Vallorani è una autrice televisiva e documentarista. Per la RAI ha firmato come autrice e regista numerosi programmi. Ha fatto parte, insieme a Enrico Ghezzi e Marco Giusti, del gruppo fondatore del pluripremiato programma di Raitre Blob, di tutto di più per cui ha lavorato per più di 10 anni.
 
IL COORDINATORE DELL’INCONTRO
 
Lorenzo Abbate, già docente presso l’Università di Macerata, si occupa principalmente di filologia e letteratura italiana tra Sette e Ottocento, con particolare attenzione a Leopardi e alla sua famiglia. Sta curando l’edizione critica di alcune opere di Benedetto Croce nell’ambito dell’Edizione Nazionale.
 
IL LIBRO
 
Susanna Vallorani, Il compasso e la rosa. Émilie du Châtelet e Voltaire, Aragno
 
Una sera di maggio dell’anno 1733 un’elegante carrozza imboccava le strade sudicie e strette del quartiere più malfamato di Parigi e si fermava in rue de Longpont, di fronte all’abitazione in cui il grande Voltaire viveva in solitudine la sua bohème letteraria. A rendere omaggio al poeta più celebrato di Francia era una delle dame più galanti e sapienti del suo tempo, si chiamava Émilie du Châtelet e univa alla passione virile per le scienze le attrattive più seducenti della femminilità.
Nasceva quella sera la liaison amoureuse più famosa della storia della letteratura
francese del XVIII secolo. Attorno alla coppia più moderna e trasgressiva del tempo, la più amata e insieme la più detestata, il libro disegna l’intero quadro di un mondo popolato di personaggi d’eccezione che seppe eleggere il savoir vivre a dovere sociale e concepì l’esistenza all’insegna della bellezza e del piacere. Ma soprattutto seppe dare voce ai grandi temi culturali che cambiarono l’orizzonte intellettuale della Francia e occuparono per quindici anni la scena europea.

 
 
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Pier Paolo Di Mino a ‘La Biblioteca incontra’

 
Care lettrici e cari lettori,
venerdì 24 ottobre, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della rassegna “La Biblioteca incontra / Anteprima”, sarà con noi Pier Paolo Di Mino per presentare il suo libro Lo Splendore. I L’infanzia di Hans in dialogo con Filippo Golia.
 

L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).

 
L’AUTORE
 
Pier Paolo Di Mino è nato a Roma nel 1973. Da molti anni scrive Lo splendore – del quale L’infanzia di Hans costituisce il primo volume – e lavora al progetto artistico e letterario «Il libro azzurro», la cui cura iconografica è affidata a Veronica Leffe.
 
IL COORDINATORE DELL’INCONTRO
 

Filippo Golia, a lungo inviato del Tg2, si occupa principalmente di affari esteri e relazioni internazionali. Quando ha tempo, realizza anche reportage sul mondo della letteratura e della poesia. Come scrittore ha pubblicato libri per adulti, C’era 49 volte un paese (Robin edizioni) e bambini, Zelda Mezzacoda (Laltracittà). Per Mattioli 1885, ha scritto la sceneggiatura del graphic novel Il bacio fantasma, sulla vita del poeta americano Richard Brautigan, disegnato da Marco Petrella.

 
IL LIBRO
 
Pier Paolo Di Mino, Lo splendore. L’infanzia di Hans, Laurana Editore
 
Lo splendore. L’infanzia di Hans racconta l’infanzia di Hans Doré, nato nel 1911 in un sobborgo di Berlino e destinato a diventare il «vero re», colui che – senza saperlo – potrà salvare il mondo dalla macchina della necessità; ma è soprattutto il racconto della sua genealogia diretta e indiretta, nella quale si affollano personaggi memorabili – la curatrice ambulante Hermine, la piissima Clea, il brutale Gustav, il fervente socialista Joseph –, ciascuno con il proprio compito all’interno della sottile trama che regge le sorti dell’umanità. Le loro vite sono contese da due fazioni contrapposte, che sembrano muoversi con agilità nello spazio e nel tempo: da una parte l’abeliano Hubel e il cainita Ginzburg, dall’altra il prete Kircher e un misterioso libraio. Saranno questi ultimi che, per mezzo di un visionario libro azzurro fatto di sole immagini, tenteranno di guidare Hermine, Clea, Gustav, Joseph e lo stesso Hans verso lo splendore.

 
 
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Alessandro Zaccuri a ‘La Biblioteca incontra’

 
Care lettrici e cari lettori,
venerdì 23 maggio, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della rassegna “La Biblioteca incontra”, Alessandro Zaccuri presenterà il suo libro Preghiera e letteratura in dialogo con il commissario straordinario Paolo Pelliccia.
 
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la sede della Biblioteca consorziale nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” di viale Trento, 18/E.
 
L’AUTORE
Alessandro Zaccuri è nato a La Spezia nel 1963, vive a Milano ed è direttore della comunicazione per l’Università Cattolica. Narratore e saggista, dal 1992 è giornalista professionista. Ha lavorato, tra l’altro, al mensile «Millelibri», e dal 1994 collabora con il quotidiano «Avvenire», dove si occupa in particolare di letteratura.
Tra i suoi romanzi più recenti ricordiamo Lo spregio (2016, premio Comisso e premio Mondello Giovani), Nel nome (2019, premio Palmi) e La quercia di Bruegel (2021, premio La Cava). Nel 2022 è uscito Poco a me stesso, romanzo che prosegue l’opera di reinvenzione dell’Ottocento italiano intrapresa con Il signor figlio (premio Selezione Campiello 2007) e che si è aggiudicato i premi Elba-Raffaello Brignetti e Boccaccio.
 
IL LIBRO
Alessandro Zaccuri, Preghiera e letteratura, San Paolo
 
Il legame tra letteratura e spiritualità è fortissimo e tutt’altro che casuale, specie all’interno del cristianesimo. Attraverso i Vangeli, infatti, anche la struttura della preghiera si trasforma, la Parola originaria – il Logos – assume una centralità inedita in virtù dell’Incarnazione di Cristo. Lo stesso Gesù, quando vuole insegnare, racconta e non teorizza, ed è tanto più riconosciuto come maestro quanto più risulta affascinante come narratore. In queste pagine, Alessandro Zaccuri ci presenta esempi tratti dalle letterature antiche e da quelle orientali per arrivare all’epoca moderna e contemporanea. Un percorso da Lucrezio a Eugenio Montale, da sant’Agostino a Dante, da Cervantes passando per Shakespeare fino a Dickens, Hemingway, Carver e al più contemporaneo di tutti, Cormac McCarthy, per rispondere idealmente a quella domanda, formulata nel 2012 sul New York Times, a firma dello scrittore statunitense Paul Elie: «Il romanzo ha perso la fede?». La letteratura, sia chiaro, non è ancora preghiera. Ma di sicuro può aiutare a pregare.
 

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