Andrea Cortellessa a “La Biblioteca incontra”

 
Care lettrici e cari lettori,
martedì 24 febbraio, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 1/2026, Andrea Cortellessa presenterà il libro Una ragione di più per andare all’inferno. Vedere, Pasolini (Treccani Libri), in dialogo con Giulio Ferroni.

 
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
 
L’AUTORE
Andrea Cortellessa
Storico della letteratura e critico d’arte, insegna Letteratura italiana contemporanea all’Università degli Studi Roma Tre. Ha curato testi e mostre di grandi autori del Novecento e del nostro tempo e ha collaborato con scrittori e critici, registi teatrali e televisivi. Scrive su quotidiani e riviste. Tra le pubblicazioni più recenti: Zanzotto. Il canto nella terra (Laterza, 2021), Filologia fantastica. Ipotizzare, Manganelli (Argolibri, 2022), Con l’ascia dietro le nostre spalle. Amelia Rosselli (Electa, 2024), Forse che sì. Joyce fra Pascoli e Gadda (Quodlibet, 2025).
 
IL COORDINATORE DELL’INCONTRO
Giulio Ferroni
Professore emerito della Sapienza di Roma, è autore di studi sulle più diverse zone della
letteratura italiana (da Dante a Tabucchi) e dell’ampio manuale Storia della letteratura
italiana
(1991 e 2012). Tra le sue più recenti pubblicazioni: Gli ultimi poeti. Giovani Giudici e Andrea Zanzotto (2013), La fedeltà della ragione (2014), La scuola impossibile (2015), La solitudine del critico (2019), L’Italia di Dante. Viaggio nel paese della Commedia (2020), con cui ha vinto il Premio letterario internazionale Viareggio Rèpaci 2020 (sezione Saggistica) e il Premio letterario internazionale Mondello 2020 (sezione Opera critica).
Ha diretto il volume sulla Letteratura della serie Treccani Il contributo italiano alla storia del pensiero (2018).
 
IL LIBRO
Andrea Cortellessa, Una ragione di più per andare all’inferno. Vedere, Pasolini, Treccani
 
Non è un mistero che l’ispirazione di Pasolini fosse molto legata alle immagini dell’arte, almeno quanto alla tradizione letteraria. Ma la quasi totalità degli studi si è finora dedicata al suo rapporto col repertorio della grande pittura rinascimentale e manierista, trascurando quello controverso che ebbe con l’arte del suo tempo. Soprattutto nella sua ultima stagione, nei mesi convulsi che precedettero la tragica morte, è evidente l’attrazione – contraddittoria e combattuta – per le sperimentazioni di pittori, cineasti e fotografi dell’avanguardia: tanto avversata nelle prese di posizione pubbliche quanto presente, sia pure in modo tormentato, nel segreto dell’officina. Senza questo reagente non si capirebbero (e spesso non si sono capite) opere come Salò e Petrolio – la cui edizione più recente ha restaurato, almeno “virtualmente”, l’apparato di immagini che avrebbe dovuto accompagnare il “misterioso” romanzo lasciato doppiamente incompiuto nel novembre del 1975. Andrea Cortellessa, da sempre interessato alle avanguardie e al rapporto fra letteratura e immagini, prende in esame l’opera di Pasolini partendo dal consumo che della sua icona fa la cultura del nostro tempo e, retrocedendo come in un procedimento indiziario, risale al cuore di tenebra della biografia dell’autore e della storia del Novecento.
 
 
La registrazione dell’incontro è disponibile sul nostro canale YouTube
 
 

Paul Morand a “La Biblioteca incontra”

 
Care lettrici e cari lettori,
martedì 17 febbraio, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 1/2026, Giuseppe Scaraffia ricorderà lo scrittore francese Paul Morand presentando il libro Milady (Settecolori).

 
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
 
L’AUTORE
Paul Morand
Scrittore, diplomatico, grande viaggiatore, fu autore di racconti, romanzi, reportage che fecero di lui, fra le due guerre, uno degli scrittori francesi più celebri al mondo. Nel 1968 fu eletto membro dell’Académie française. Fra le sue opere tradotte in Italia ricordiamo Il sole offuscato, Buddha vivente e Aperto la notte, Chiuso la notte. Di Morand Settecolori ha pubblicato anche L’ultimo pasto di Cazotte e Londra.
 
IL COORDINATORE DELL’INCONTRO
Giuseppe Scaraffia
Ha insegnato Letteratura francese presso Sapienza Università di Roma. Collabora con Il
Sole 24Ore e il Venerdì di Repubblica. Nel 2008, con Cortigiane, ha vinto il premio speciale Grinzane-Beppe Fenoglio. Con Bompiani ha pubblicato Il romanzo della Costa Azzurra (2013), L’altra metà di Parigi. La Rive Droite (2019) e la biografia Marcel Proust (2022)
 
IL LIBRO
Paul Morand, Milady. Le donne, gli amori e i cavalli, Settecolori
 
«Il comandante», così tutti lo conoscono a Saumur, che con la sua Scuola di cavalleria è per la Francia ciò che San Pietro è per la cristianità, è reduce da un matrimonio infelice, conclusosi con un divorzio che economicamente lo sta dissanguando e di cui ha anche colpa la sua passione per l’equitazione. Di venti anni più giovane, sua moglie Eliane in sella non sapeva stare e non voleva nemmeno imparare. E inoltre lo tradiva…
«Le donne più mi hanno fatto soffrire, più mi hanno fatto disperare – ha confidato Gardefort a un amico – e più mi sono dedicato ai cavalli».
Finalmente un giorno ha incontrato Milady e con lei ha avuto l’illusione di essere ancora vivo…
Con i suoi 13 corti capitoli, questo delizioso e insieme amaro racconto di Paul Morand mette in scena la relazione straordinaria fra un vecchio ufficiale e la sua giovane giumenta: c’è il cerimoniale degli incontri quotidiani, la tenerezza dei loro corpo a corpo, lo scambio di sguardi, di attenzioni e di carezze, l’armonia raggiunta nella sottomissione dell’animale al suo «signore». È un rapporto che ha tutti gli elementi di una storia romantica e insieme di una storia d’amore, stravagante e alla fine tragica.

 
 
La registrazione dell’incontro è disponibile sul nostro canale YouTube
 
 

Jirí Karásek a “La Biblioteca incontra”

 
Care lettrici e cari lettori,
mercoledì 11 febbraio, alle 17.30, la nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 1/2026, dedica un incontro allo scrittore praghese Jirí Karásek ze Lvovic a cura di Lucio Saviani. Alla serata parteciperanno la traduttrice Ruzena Hálová, la psicologa Maria Rosa Tinti e l’attore e regista Luigi Lo Cascio.

 
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
 
L’AUTORE
Jirí Karásek ze Lvovic
È uno dei maggiori esponenti cechi della corrente simbolico-decadente di fine Ottocento. Poeta e scrittore, collezionista d’arte nonché membro della società ermetica Universalia, fu direttore della Biblioteca del Ministero delle Poste e del Museo e Archivio Postale di Praga.
 
UN INCONTRO A CURA DI
Lucio Saviani
Filosofo e scrittore, è tra i principali esponenti dell’ermeneutica in Italia. Socio fondatore della Società Filosofica Europea di Ricerca e Alti Studi, ha insegnato Storia della Filosofia, Fondamenti di Scienze Umane ed Estetica all’Università di Roma La Sapienza. Già consulente per Rai Educational, è collaboratore dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici.
Tra i suoi libri: Ermeneutica radicale come esperimento in Nietzsche, 1985; Voci di confine, 1993, 2011; Ludus Mundi, 2015; Monte Athos. Esperienze della filosofia, 2019; L’esercizio della filosofia, 2021. Numerosi i suoi saggi in riviste, le conferenze presso Istituti Italiani di Cultura (Parigi, Breslavia, New York, Cracovia, Praga) e i suoi testi scritti con Pasquale Panella.
 
CON LA PARTECIPAZIONE DI
Ruzena Hálová
Traduttrice editoriale e istituzionale. Laureata in Lingue e Letterature Ceca e Russa all’Università “Carolinum” di Praga. Tra le sue pubblicazioni: Vaclav Havel. Cinque discorsi per l’Europa (Euno, 2014), Il romanzo di Manfred Macmillen (2016) e Scarabaeus (2024) di Jiří Karásek ze Lvovic, Italština pro pokročilé samouky [Manuale di Italiano – Corso di livello avanzato] (Leda, Praga, 2022), Le spirali del dissenso, (in Il dissenso, Moretti e Vitali, 2025), Gli uomini, le salamandre e la loro lunga ombra (su K. Čapek) in “Alexis”, UNINT Roma 2024. Nel ’95 lavora al film Carnevale di Venezia, girato a Venezia da Otakar Schmidt, del Teatro Sklep di Praga, traducendo in simultanea un discorso di Massimo Cacciari in diretta per la Radio di Stato Ceca. È co-fondatrice e Presidente della Società Filosofica Europea di Ricerca e Alti Studi (SFERA).
 
Maria Rosa Tinti
Psicologa, ha lavorato per più di vent’anni nel Servizio di salute mentale di Orzinuovi (BS) diretto da Graziano Valent, con cui tuttora svolge attività formativa in ambito psicologico e psichiatrico sui temi dell’approccio dialettico-relazionale alla follia e alla cura.
Ha affiancato alla sua professione la passione per il teatro e la letteratura con l’attività nel gruppo teatrale Scena Sintetica di Brescia.
Tra i suoi scritti: Virgole inesauste. Figure di follia e di cura sulla scena dialettica della vita, Moretti & Vitali, 2018; Růžena Hálová. L’arte della traduzione, in Ritratti a viva voce (a cura di V. Montisci), edizioni I libri di Mompracem – Vald’O, l’Avamposto culturale, 2025.
 
Luigi Lo Cascio
Diplomatosi all’Accademia di Arte Drammatica Silvio D’Amico nel 1992, comincia subito una prolifica carriera teatrale, arrivando a vincere due volte il premio UBU come miglior attore protagonista.
Nel 2000 Marco Tullio Giordana lo chiama per il ruolo di Peppino Impastato nel film I cento passi, con cui ottiene un David di Donatello. Nel 2012 esordisce come regista con La città ideale alla 69° Mostra del Cinema di Venezia.
 
I LIBRI
Jiří Karásek ze Lvovic, Il romanzo di Manfred Macmillen, Moretti & Vitali
 
Il romanzo di Manfred Macmillen, pubblicato a Praga nel 1907, è la prima parte della trilogia Romanzi di tre maghi di Jirí Karásek ze Lvovic. Appartiene al mondo della letteratura fantastica fin de siècle. Alla sua uscita, rappresentò un anacronismo, un tentativo di ridare nuova vita al romanzo gotico nella modernità di inizio Novecento. Il tema principale del libro è il rapporto tra la realtà del mondo che abitiamo e la realtà del mondo del pensiero che abita in noi, l’oscillazione di livelli di realtà inconciliabili. Una fusione di finzione e vita reale il cui abisso è svelato da un finale aperto e incerto, quando dalla materia stessa della vita prende forma un’opera d’arte tutta incentrata sulla finzione. L’essenza di questo romanzo potrebbe essere racchiusa nell’ultima frase, dalla venatura autoironica, dell’introduzione del romanzo scritta dallo stesso Jirí Karásek: “Un buono stilista, se s’ingegna, raggiunge sempre l’incomprensibilità desiderata”.

 
Jiří Karásek ze Lvovic, Scarabaeus, Moretti & Vitali
 
Seconda parte della trilogia Romanzi di tre maghi. La vicenda si snoda nella città più rappresentativa della sensibilità simbolista e decadente: Venezia, con i suoi palazzi fatiscenti e le strade deserte o animate da quella che sembra una perenne festa. Ma una festa in cui occhieggia costantemente la maschera della Morte Rossa di Edgar Allan Poe, portando con sé un senso costante di fine e di disfacimento. Marcel, il protagonista, si muove nelle stesse atmosfere di un Dorian Gray e di un Des Esseintes, tra stoffe pregiate, profumi, amanti disperati ed estenuata sensibilità, tra antiche storie e segreti, veleni e magia. Dandismo, nella più alta delle sue declinazioni, animato da una «lussuria fredda», fredda eppure passionale, che disprezza il piccolo commercio della logica.

 
 
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Diego Marani a “La Biblioteca incontra”

 
Care lettrici e cari lettori,
martedì 10 febbraio, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 1/2026, Diego Marani presenterà il suo libro L’ultima falsità (La nave di Teseo), in dialogo con Antonello Ricci.

 
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
 
L’AUTORE
Diego Marani
Già direttore dell’Istituto italiano di cultura di Parigi, è stato per lungo tempo funzionario dell’UE, dove si è occupato di lingue e di diplomazia culturale. Per La nave di Teseo sono usciti Vita di Nullo (2017), Il ritorno di San Giorgio (2019), La città celeste (2021) e la nuova edizione di Nuova grammatica finlandese (2022), romanzo tradotto in quindici lingue, vincitore tra gli altri del premio Grinzane Cavour 2001 e dell’Oxford-Weidenfeld Translation prize 2012.
 
IL LIBRO
Diego Marani, L’ultima falsità, La nave di Teseo
 
Uno psicanalista italiano che lavora a Parigi racconta la terapia di un suo paziente, Danilo Zanca, diplomatico presso l’ambasciata italiana. Zanca vive all’ombra della moglie e del suocero: inetta e arrivista lei, generale della marina pronto a tutto per sua figlia lui. Il diplomatico ha poco interesse per i suoi incarichi professionali. Spera solo di scalare la gerarchia il più in fretta possibile e di essere lasciato in pace. Nelle varie sedute terapeutiche racconta la sua passione per la scrittura, suo unico grande amore tenuto però sempre nascosto poiché non conciliabile con le mire di denaro e di potere coltivate da moglie e suocero.
Incoraggiato dallo psicanalista, il diplomatico si dedica più pienamente alla sua passione e porta alle sedute le trame dei suoi romanzi mai scritti che affascinano il medico e che finiranno per diventare l’unico argomento dei loro incontri. Zanca non si accorge che la finzione delle sue storie finisce per intrecciarsi con la realtà: una proliferazione incontrollata di personaggi, di fantasmi e di trame che finiscono per invadere il suo mondo e che influenzeranno inesorabilmente la sua vita e quella delle persone intorno a lui, fino al colpo di scena finale.

 
 
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Elena Rui a ‘La Biblioteca incontra’

 
Care lettrici e cari lettori,
venerdì 28 novembre, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della rassegna “La Biblioteca incontra / Anteprima”, Elena Rui ci parlerà del suo libro Vedove di Camus in dialogo con Pier Paolo Di Mino.
 

L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).

 
L’AUTRICE
 
Elena Rui, nata a Padova nel 1980, vive in Francia dal 2005. Ha insegnato italiano ad Albi, Tolosa e Parigi. Ha già pubblicato La famiglia degli altri (Garzanti, 2021) e la raccolta di racconti Affetti non desiderati (Arkadia, 2024).
Vedove di Camus è il suo ultimo romanzo.
 
IL COORDINATORE DELL’INCONTRO
 
Pier Paolo Di Mino è nato a Roma nel 1973. Da molti anni scrive Lo splendore – del quale L’infanzia di Hans costituisce il primo volume – e lavora al progetto artistico e letterario «Il libro azzurro», la cui cura iconografica è affidata a Veronica Leffe.
 
IL LIBRO
Elena Rui, Vedove di Camus, L’Orma
 
Il 4 gennaio 1960, la Facel Vega guidata dal celebre editore Michel Gallimard sfreccia lungo una strada della Borgogna e va a schiantarsi contro un platano. Sul sedile del passeggero, Albert Camus, che solo tre anni prima era stato insignito del Premio Nobel per la Letteratura, muore sul colpo.
Mentre il mondo intero rimane attonito, orfano di uno dei più grandi intellettuali del Novecento, quattro donne si ritrovano all’improvviso “vedove” dell’uomo che amavano: la moglie Francine Faure, la brillante attrice Catherine Sellers, la giovane pittrice Mette Ivers, di origini danesi, e Maria Casarès, immensa interprete del teatro francese, che Camus stesso – fedele ai paradossi del sentimento – definiva «l’Unica».
Con estro e rigore, Elena Rui indaga le vite e le voci di queste quattro figure femminili di fronte all’ineluttabilità della disgrazia. Si imbastisce così «un discorso sull’amore» che rifiuta viete certezze morali per restituire la trama sottile, contraddittoria e irriducibile degli affetti, offrendo a chi legge la libertà – e l’onere – di interrogarsi sui confini e sugli abissi dei rapporti umani.

 
 
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Susanna Vallorani a ‘La Biblioteca incontra’

 
Care lettrici e cari lettori,
venerdì 31 ottobre, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della rassegna “La Biblioteca incontra / Anteprima”, sarà con noi Susanna Vallorani per presentare il suo libro Il compasso e la rosa in dialogo con Lorenzo Abbate.
 

L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).

 
L’AUTRICE
 
Susanna Vallorani è una autrice televisiva e documentarista. Per la RAI ha firmato come autrice e regista numerosi programmi. Ha fatto parte, insieme a Enrico Ghezzi e Marco Giusti, del gruppo fondatore del pluripremiato programma di Raitre Blob, di tutto di più per cui ha lavorato per più di 10 anni.
 
IL COORDINATORE DELL’INCONTRO
 
Lorenzo Abbate, già docente presso l’Università di Macerata, si occupa principalmente di filologia e letteratura italiana tra Sette e Ottocento, con particolare attenzione a Leopardi e alla sua famiglia. Sta curando l’edizione critica di alcune opere di Benedetto Croce nell’ambito dell’Edizione Nazionale.
 
IL LIBRO
 
Susanna Vallorani, Il compasso e la rosa. Émilie du Châtelet e Voltaire, Aragno
 
Una sera di maggio dell’anno 1733 un’elegante carrozza imboccava le strade sudicie e strette del quartiere più malfamato di Parigi e si fermava in rue de Longpont, di fronte all’abitazione in cui il grande Voltaire viveva in solitudine la sua bohème letteraria. A rendere omaggio al poeta più celebrato di Francia era una delle dame più galanti e sapienti del suo tempo, si chiamava Émilie du Châtelet e univa alla passione virile per le scienze le attrattive più seducenti della femminilità.
Nasceva quella sera la liaison amoureuse più famosa della storia della letteratura
francese del XVIII secolo. Attorno alla coppia più moderna e trasgressiva del tempo, la più amata e insieme la più detestata, il libro disegna l’intero quadro di un mondo popolato di personaggi d’eccezione che seppe eleggere il savoir vivre a dovere sociale e concepì l’esistenza all’insegna della bellezza e del piacere. Ma soprattutto seppe dare voce ai grandi temi culturali che cambiarono l’orizzonte intellettuale della Francia e occuparono per quindici anni la scena europea.

 
 
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Pier Paolo Di Mino a ‘La Biblioteca incontra’

 
Care lettrici e cari lettori,
venerdì 24 ottobre, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della rassegna “La Biblioteca incontra / Anteprima”, sarà con noi Pier Paolo Di Mino per presentare il suo libro Lo Splendore. I L’infanzia di Hans in dialogo con Filippo Golia.
 

L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).

 
L’AUTORE
 
Pier Paolo Di Mino è nato a Roma nel 1973. Da molti anni scrive Lo splendore – del quale L’infanzia di Hans costituisce il primo volume – e lavora al progetto artistico e letterario «Il libro azzurro», la cui cura iconografica è affidata a Veronica Leffe.
 
IL COORDINATORE DELL’INCONTRO
 

Filippo Golia, a lungo inviato del Tg2, si occupa principalmente di affari esteri e relazioni internazionali. Quando ha tempo, realizza anche reportage sul mondo della letteratura e della poesia. Come scrittore ha pubblicato libri per adulti, C’era 49 volte un paese (Robin edizioni) e bambini, Zelda Mezzacoda (Laltracittà). Per Mattioli 1885, ha scritto la sceneggiatura del graphic novel Il bacio fantasma, sulla vita del poeta americano Richard Brautigan, disegnato da Marco Petrella.

 
IL LIBRO
 
Pier Paolo Di Mino, Lo splendore. L’infanzia di Hans, Laurana Editore
 
Lo splendore. L’infanzia di Hans racconta l’infanzia di Hans Doré, nato nel 1911 in un sobborgo di Berlino e destinato a diventare il «vero re», colui che – senza saperlo – potrà salvare il mondo dalla macchina della necessità; ma è soprattutto il racconto della sua genealogia diretta e indiretta, nella quale si affollano personaggi memorabili – la curatrice ambulante Hermine, la piissima Clea, il brutale Gustav, il fervente socialista Joseph –, ciascuno con il proprio compito all’interno della sottile trama che regge le sorti dell’umanità. Le loro vite sono contese da due fazioni contrapposte, che sembrano muoversi con agilità nello spazio e nel tempo: da una parte l’abeliano Hubel e il cainita Ginzburg, dall’altra il prete Kircher e un misterioso libraio. Saranno questi ultimi che, per mezzo di un visionario libro azzurro fatto di sole immagini, tenteranno di guidare Hermine, Clea, Gustav, Joseph e lo stesso Hans verso lo splendore.

 
 
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Alessandro Zaccuri a ‘La Biblioteca incontra’

 
Care lettrici e cari lettori,
venerdì 23 maggio, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della rassegna “La Biblioteca incontra”, Alessandro Zaccuri presenterà il suo libro Preghiera e letteratura in dialogo con il commissario straordinario Paolo Pelliccia.
 
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la sede della Biblioteca consorziale nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” di viale Trento, 18/E.
 
L’AUTORE
Alessandro Zaccuri è nato a La Spezia nel 1963, vive a Milano ed è direttore della comunicazione per l’Università Cattolica. Narratore e saggista, dal 1992 è giornalista professionista. Ha lavorato, tra l’altro, al mensile «Millelibri», e dal 1994 collabora con il quotidiano «Avvenire», dove si occupa in particolare di letteratura.
Tra i suoi romanzi più recenti ricordiamo Lo spregio (2016, premio Comisso e premio Mondello Giovani), Nel nome (2019, premio Palmi) e La quercia di Bruegel (2021, premio La Cava). Nel 2022 è uscito Poco a me stesso, romanzo che prosegue l’opera di reinvenzione dell’Ottocento italiano intrapresa con Il signor figlio (premio Selezione Campiello 2007) e che si è aggiudicato i premi Elba-Raffaello Brignetti e Boccaccio.
 
IL LIBRO
Alessandro Zaccuri, Preghiera e letteratura, San Paolo
 
Il legame tra letteratura e spiritualità è fortissimo e tutt’altro che casuale, specie all’interno del cristianesimo. Attraverso i Vangeli, infatti, anche la struttura della preghiera si trasforma, la Parola originaria – il Logos – assume una centralità inedita in virtù dell’Incarnazione di Cristo. Lo stesso Gesù, quando vuole insegnare, racconta e non teorizza, ed è tanto più riconosciuto come maestro quanto più risulta affascinante come narratore. In queste pagine, Alessandro Zaccuri ci presenta esempi tratti dalle letterature antiche e da quelle orientali per arrivare all’epoca moderna e contemporanea. Un percorso da Lucrezio a Eugenio Montale, da sant’Agostino a Dante, da Cervantes passando per Shakespeare fino a Dickens, Hemingway, Carver e al più contemporaneo di tutti, Cormac McCarthy, per rispondere idealmente a quella domanda, formulata nel 2012 sul New York Times, a firma dello scrittore statunitense Paul Elie: «Il romanzo ha perso la fede?». La letteratura, sia chiaro, non è ancora preghiera. Ma di sicuro può aiutare a pregare.
 

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Gualberto Alvino, conferenza su Antonio Pizzuto

 
Care lettrici e cari lettori,
venerdì 11 aprile, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della rassegna “La Biblioteca incontra”, Gualberto Alvino – introdotto da Giuseppe Manfridi – condurrà una conferenza dedicata ad Antonio Pizzuto.
 
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
 
Filologo e critico letterario, Gualberto Alvino è noto per i suoi studi sulla lingua degli “irregolari” della letteratura italiana, da Antonio Pizzuto a Gesualdo Bufalino, da Vincenzo Consolo a Sandro Sinigaglia, da Stefano D’Arrigo a Nanni Balestrini.
Fra le sue raccolte di saggi ricordiamo Tra linguistica e letteratura (1998), Chi ha paura di Antonio Pizzuto?, introdotto da Walter Pedullà (2000), Maledetta grammatica (Caffèorchidea, 2023) e Scritture verticali. Pizzuto, D’Arrigo, Consolo, Bufalino (Carocci, 2024).
Là comincia il Messico (Polistampa, 2008) è il suo primo romanzo, ma anche un manifesto della sua visione critica.
 
L’AUTORE
Antonio Pizzuto (1893-1976) cresce in una famiglia agiata e di viva cultura umanistica. Dopo essersi laureato in giurisprudenza si arruola nella Polizia di Stato. Nel 1922 consegue una seconda laurea in filosofia, con una tesi sullo scetticismo di Hume. A partire dal 1930 intraprende una carriera amministrativa di successo che lo porterà, in qualità di vicepresidente della Commissione internazionale di polizia criminale, a diversi incarichi in vari paesi europei e negli Stati Uniti.
L’attività di scrittore sarà riservata agli anni della maturità, in particolare a partire dal 1950, anno della pensione e del definitivo trasferimento a Roma.
Pur se partecipe dello sperimentalismo e dell’avanguardia, la sua è una figura di scrittore atipica. Traduttore da lingue antiche e moderne, cultore della musica classica, nei suoi romanzi apporta innovazioni alla struttura linguistico-letteraria riconducibili alla lettura e alla profonda conoscenza di Joyce e Proust.
I suoi scritti, pieni di novità lessicali, si liberano dalle regole temporali, sintattiche e grammaticali tipiche della documentazione storica.
Legato da una profonda amicizia con Gianfranco Contini, è stato da lui considerato uno dei maggiori scrittori italiani del secondo Novecento.
 
 

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Speciale Il Signore degli Anelli a ‘La Biblioteca incontra’

 
Care lettrici e cari lettori,
domenica 6 aprile, alle 17.30, grazie a un’apertura straordinaria “La Biblioteca incontra” ospiterà uno speciale dedicato a John R.R. Tolkien e a Il Signore degli Anelli a cura di Ottavio Fatica, autore della recente nuova traduzione in un unico volume del capolavoro tolkieniano.
 
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
 
Ottavio Fatica è uno dei più stimati traduttori italiani. Nato a Perugia, vive a Narni. Fra le sue traduzioni, il Moby-Dick di Melville, quasi tutto Kipling, i diari di Byron, i limerick di Lear. Per Einaudi ha pubblicato nella collana Collezione di poesie, Le omissioni (2009) e Vicino alla dimora del serpente (2019).
 
L’AUTORE
John Ronald Reuel Tolkien nacque il 3 gennaio 1892 a Bloemfontein, in Sudafrica, da genitori inglesi. Insegnò Lingua e letteratura anglosassone a Oxford, e poi Lingua e letteratura inglese. Morì a Bournemouth, nello Hampshire, il 2 settembre 1973.
Tra le sue opere, tutte pubblicate da Bompiani, ricordiamo Il Signore degli Anelli, Lo Hobbit e I figli di Húrin. Sempre per Bompiani è in corso di pubblicazione il ciclo di volumi La storia della Terra di Mezzo, curato da Christopher Tolkien.
 

IL LIBRO

John R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, Bompiani
 
In un unico volume La compagnia dell’anello, Le due torri, Il ritorno del re.
Il Signore degli Anelli è un romanzo d’eccezione, al di fuori del tempo: chiarissimo ed enigmatico, semplice e sublime. Dona alla felicità del lettore ciò che la narrativa del nostro secolo sembrava incapace di offrire: avventure in luoghi remoti e terribili, episodi d’inesauribile allegria, segreti paurosi che si svelano a poco a poco, draghi crudeli e alberi che camminano, città d’argento e di diamante poco lontane da necropoli tenebrose in cui dimorano esseri che spaventano solo al nominarli, urti giganteschi di eserciti luminosi e oscuri.
E tutto questo in un mondo immaginario ma ricostruito con cura meticolosa, e in effetti assolutamente verosimile, perché dietro i suoi simboli si nasconde una realtà che dura oltre e malgrado la storia: la lotta, senza tregua, fra il bene e il male.
Leggenda e fiaba, tragedia e poema cavalleresco, il romanzo di Tolkien è in realtà un’allegoria della condizione umana che ripropone in chiave moderna i miti antichi.
 
 

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Carlo Emilio Gadda a ‘La Biblioteca incontra’

 
Care lettrici e cari lettori,
venerdì 4 aprile, alle 17.30, per il primo appuntamento della terza parte della rassegna “La Biblioteca incontra”, Giuseppe Manfridi condurrà un incontro della serie “La memoria” dedicato a Carlo Emilio Gadda e al suo romanzo La cognizione del dolore.
 
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
 
Giuseppe Manfridi è drammaturgo, romanziere e sceneggiatore. Da anni il suo teatro è costantemente rappresentato in Italia e all’estero. Tra gli allestimenti più pregevoli: Giacomo, il prepotente, nel ’98 al Théatre des Champs-Elisées di Parigi, e Zozòs, allestito nel 2000 al Gate Theatre di Londra con la regia di Peter Hall, e ripreso al Barbican nel 2003. Il critico del Sunday Times ha definito la commedia “La piùdivertente che abbia mai visto”. La particella; Giacomo, il prepotente; L’osso d’oca; L’orecchio sono state trasmesse da RAI DUE nella serie Palcoscenico. Tra le sue sceneggiature: Ultrà, film che, per la regia di Ricky Tognazzi, ha vinto l’Orso d’argento al Festival di Berlino nel 1991. Nel 2006 il romanzo Cronache del paesaggio, e, due anni dopo, La cuspide di ghiaccio (entrambi editi da Gremese) sono entrati nella selezione finale del Premio Strega. Nel 2020 il romanzo Anja, la segretaria di Dostoevskij (La Lepre Edizioni) ha vinto il Premio Città di Como. Tutto il suo teatro è in corso di pubblicazione presso La Mongolfiera Editrice.
 
L’AUTORE
Carlo Emilio Gadda (1893-1973) è stato uno dei più importanti scrittori italiani del Novecento, noto per la sua scrittura complessa e sperimentale. Iniziò a scrivere negli anni ’20, pubblicando racconti e saggi, ma raggiunse la notorietà solo nel dopoguerra. Tra le sue opere più celebri Quer pasticciaccio brutto de via Merulana (1957), un giallo atipico che riflette il caos della realtà attraverso una lingua densa di dialetti e neologismi. Misantropo e profondamente critico nei confronti della società italiana, Gadda visse gli ultimi anni in solitudine, senza mai smettere di analizzare con ironia e amarezza le contraddizioni del mondo moderno.
 

IL LIBRO

Carlo Emilio Gadda, La cognizione del dolore, Adelphi
 
Un romanzo capitale del Novecento italiano ed europeo. «Forse per la prima e ultima volta nella sua vita, Gadda tenta di scendere alle origini del proprio male. Non si perdona nulla. Non si illude, non si compatisce, non ostenta giustificazioni né colpe immaginarie: contempla con una triste rassegnazione lo spettacolo delle proprie collere e la vanità delle cause cui sembra appassionarsi. Non arretra davanti a nessun particolare, per quanto penoso possa sembrargli; e non è vittima del proprio odio verso di sé. Così non sappiamo se ammirare il coraggio con il quale ha condotto sino in fondo l’analisi o soffrire, insieme a lui, per la terribile piaga che nemmeno la felicità della forma può risanare». (Pietro Citati)
 
 

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Luca Briasco a ‘La Biblioteca incontra’

 
Care lettrici e cari lettori,
venerdì 28 marzo alle 17.30, a conclusione di questa prima parte della rassegna La Biblioteca incontra, Luca Briasco terrà una conferenza dedicata a John Fante.
 
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
 
Luca Briasco è americanista e editor. Ha scritto Americana. Libri, autori e storie dell’America contemporanea (minimum fax 2020) e Il re di tutti. Un ritratto di Stephen King (Salani 2023). Insieme a Mattia Carratello ha curato La letteratura americana dal 1900 a oggi (Einaudi 2011). È stato editor per Einaudi Stile Libero e precedentemente direttore editoriale di Fanucci, ha ideato la collana AvantPop, pubblicando come primo titolo la raccolta Schegge d’America. Nuove avanguardie letterarie.
Ha tradotto diversi autori statunitensi e britannici, fra cui: Stephen King, Joe R. Lansdale, Howard Marks, Paul Harding, Richard Powers, Jim Thompson, J.G. Ballard, Daniel Mendelsohn.
 
L’AUTORE
 
John Fante nacque a Denver (Colorado) l’8 aprile 1909, figlio di un abruzzese emigrato in America nel 1901, e morì l’8 maggio 1983. Oltre ai romanzi del ciclo di Bandini, in Italia Einaudi ha pubblicato: La confraternita dell’uva, Dago Red, La grande fame, 1993. Un anno terribile, A ovest di Roma, Full of Life, Bravo, Burro! e Lettere.
 

IL LIBRO

 
John Fante, Le storie di Arturo Bandini, Einaudi
 
Bandini è l’antieroe per eccellenza che cattura il lettore fin dalle prime pagine di Aspetta primavera, Bandini dove, in un inverno desolante, facciamo la conoscenza di questo quattordicenne italo-americano ancora ignaro delle proprie potenzialità e impegnato ad adorare il padre Svevo.
Negli altri tre atti della saga raccolti in questo volume, La strada per Los Angeles, Chiedi alla polvere – da tutti considerato il capolavoro di John Fante – e Sogni di Bunker Hill, l’aspirante scrittore vive i suoi quotidiani fallimenti senza mai riuscire a coronare i propri sogni di gloria.
Immigrato, attaccabrighe, ribelle, megalomane, sprezzante e perennemente in lite con tutti, Arturo Bandini resta ancora oggi uno dei più grandi personaggi della letteratura americana del Novecento, che fece scrivere a Charles Bukowski: «Fante era il mio dio».
 
 

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Fabio Stassi a ‘La Biblioteca incontra’

 
Care lettrici e cari lettori,
venerdì 14 marzo alle 17.30, per la nostra rassegna “La Biblioteca incontra”, sarà con noi Fabio Stassi per presentarci il suo libro Bebelplatz (Sellerio) in una lettura scenica con la partecipazione di Antonello Ricci.
 
L’incontro si terrà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
 
L’AUTORE
Fabio Stassi (Roma, 1962) ha pubblicato con Sellerio: L’ultimo ballo di Charlot, tradotto in diciannove lingue (2012), Come un respiro interrotto (2014), un contributo nell’antologia Articolo 1. Racconti sul lavoro (2009), Fumisteria (2015), Angelica e le comete (2017), Mastro Geppetto (2021), il discorso sul potere terapeutico dei versi di Dante E d’ogni male mi guarisce un bel verso (2023); e inoltre i romanzi con protagonista il biblioterapeuta Vince Corso, La lettrice scomparsa (2016), Ogni coincidenza ha un’anima (2018), Uccido chi voglio (2020), Notturno francese (2023).
La sezione tedesca del PEN International gli ha conferito il Premio Hermann Kesten 2024 per la difesa della libertà di parola.
 

IL LIBRO

Fabio Stassi, Bebelplatz. La notte dei libri bruciati, Sellerio editore
 
10 maggio 1933. A Bebelplatz, nel centro di Berlino, allo scoccare della mezzanotte migliaia di libri vengono dati alle fiamme.
24 febbraio 2022. La Russia invade l’Ucraina, e di lì a qualche mese un nuovo conflitto devasterà la striscia di Gaza.
Durante un tour negli istituti di cultura italiani da Amburgo a Monaco, Fabio Stassi attraversa le piazze dei roghi di libri e risale a ritmo incalzante la memoria del fuoco e delle censure, dei primi bombardamenti aerei sui civili, del saccheggio di librerie e biblioteche. Studia mappe e resoconti, si interroga sul ruolo della cultura e sulla cecità della guerra, indaga l’istinto di sopraffazione degli esseri umani. Alla fine compone un piccolo atlante della letteratura «dannosa e indesiderata» e rintraccia cinque scrittori italiani destinati alle fiamme dai nazisti: Pietro Aretino, il cantore della libertà rinascimentale; Giuseppe Antonio Borgese, cittadino del mondo e inguaribile utopista; Emilio Salgari, antimperialista amato in Sudamerica; Ignazio Silone, antifascista radicale, e Maria Volpi, unica donna della lista, disinibita narratrice del piacere e dell’indipendenza femminile.
Quello di Stassi è un appassionato discorso in difesa di tutto ciò che trasgredisce la norma, un viaggio ricco di corrispondenze, colpi di scena e nuove interpretazioni, da Ovidio a Cervantes, da Arendt a Canetti, Sebald, Morante, Bernhard: un invito a disseppellire la biblioteca di Don Chisciotte. Perché la ribellione si impara leggendo, e ogni lettore, per qualsiasi potere, «è sempre una minaccia».
 
 

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Annarosa Mattei a ‘La Biblioteca incontra’

 
Care lettrici e cari lettori,
venerdì 7 marzo alle 17.30, per la nostra rassegna “La Biblioteca incontra”, sarà nuovamente con noi Annarosa Mattei per presentarci il suo libro Sogno notturno a Roma (La lepre Edizioni) in dialogo con Claudio Strinati.
 
L’incontro si terrà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
 
L’AUTRICE
Annarosa Mattei vive e svolge a Roma le sue attività. Semiotica, teoria della letteratura, autori, movimenti e generi dell’Ottocento e del Novecento italiani costituiscono i percorsi della sua ricerca. Ha pubblicato tre romanzi negli Oscar Mondadori: Una ragazza che è stata mia madre (2005); L’archivio segreto (2008); Il sonno del Reame (2013). Con La lepre Edizioni di Roma ha pubblicato: L’enigma d’amore nell’occidente medievale (2017), con cui ha vinto nel 2017 il Premio Capalbio, e Sogno notturno a Roma 1871-2021 (2021). L’ultimo libro, pubblicato da Salani nel 2023, si intitola La regina che amava la libertà. Storia di Cristina di Svezia dal Nord Europa alla Roma barocca. Si occupa di promozione del libro e della lettura sui social e sul suo sito web, annarosamattei.com.
 

IL LIBRO

Annarosa Mattei, Sogno notturno a Roma (1871-2021), La lepre Edizioni
 
Sogno notturno a Roma racconta i traumi subiti dalla città, proclamata capitale del Regno d’Italia nel 1871, attraverso una ricognizione notturna dei luoghi più devastati dalle demolizioni e dalle ristrutturazioni attuate a partire da quell’anno fatale. Cinque personaggi, non tutti umani, compiono insieme un cammino nel cuore di Roma, al di fuori del tempo reale, lungo un percorso che parte da piazza Venezia e ritorna, dopo un ampio giro, a via dei Fori Imperiali.
Attraverso dialoghi e digressioni storiche si esplorano così i vuoti urbani creati nella convinzione di “risanare” Roma e farne una città moderna. Si racconta come, nonostante le più autorevoli proteste, sia stata demolita un’enorme area intorno al Campidoglio di incomparabile pregio storico e artistico, comprendente gran parte dei più antichi rioni, quali Campitelli, Pigna, Trevi, Monti, con tutte le loro reciproche connessioni. Una grave ferita alla comunità storica che ha fatto di Roma una città unica al mondo.
 
 
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Don Paolo Alliata a ‘La Biblioteca incontra’

 
Care lettrici e cari lettori,
venerdì 7 febbraio alle 17.30, per la nostra rassegna “La Biblioteca incontra”, avremo ospite don Paolo Alliata che presenterà il suo libro L’amore fa i miracoli (Ponte alle Grazie) in dialogo con il commissario straordinario Paolo Pelliccia.
 
L’incontro si terrà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
 
L’AUTORE
Paolo Alliata (Milano, 1971) è sacerdote della Diocesi di Milano. Laureato in Lettere classiche, cerca di raccontare, nella predicazione e negli scritti, il grande Mistero cristiano ricorrendo volentieri a immagini e temi tratti dalla letteratura e dal cinema.
Ha scritto e messo in scena per bambini e ragazzi testi teatrali sulla Bibbia (E Dio disse: “Su il sipario!”, ed. Centro Ambrosiano; “Io a Gesù bambino non ci credo mica!”, illustrato da Carla Manea, Valentina Edizioni – Centro Ambrosiano, entrambi usciti nel 2013). Per Ponte alle Grazie ha pubblicato: Dove Dio respira di nascosto (2018), C’era come un fuoco ardente (2019), Gesù predicava ai bradipi (2021).
Dal 2019 al 2024 è stato responsabile del Servizio per l’Apostolato Biblico della Diocesi di Milano, di cui è collaboratore. Dal 2022 è rettore del liceo Montini di Milano.
 

IL LIBRO

 
Paolo Alliata, L’amore fa i miracoli. Tra le pagine dei grandi romanzi, Ponte alle Grazie
 
La letteratura ci insegna ad amare: è una maestra di sentimenti, una fonte di sapienza, il giardino in cui Dio respira di nascosto. Seguendo questa intuizione, don Paolo Alliata ci conduce tra le pagine dei grandi romanzi, cercando il soffio che ci nutre. Perché l’amore trova sempre il modo per raggiungerci, declinandosi nelle forme, nelle storie, nelle voci più diverse.
L’amore di Romain Gary è memoria e resistenza, nel volo degli aquiloni che inseguono l’azzurro. L’amore che scalda il cuore del professor Stoner è un sonetto di Shakespeare che schiude la porta sull’eterno. L’amore di Kundera oscilla tra leggerezza e pesantezza, vulnerabilità e compassione: è la voce bambina che canta. L’amore che aleggia nella resurrezione secondo Tolstoj è metamorfosi, grazia, primavera che arriva anche in città. L’amore, per Steinbeck, è profezia, preghiera in movimento, marcia collettiva verso la libertà. L’amore che sostiene C. S. Lewis è pianto che volge in letizia, legame che scavalca la morte, fede.
L’amore è quella forza che ci spinge a tuffarci nelle cose così come sono. Che ci rende vivi, non nelle aspettative, ma nella nostalgia di infinito, un infinito tanto più potente quanto incolmabile.
Con una prefazione di Isabella Guanzini.
 
 
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