Juan Rodolfo Wilcock a “La Biblioteca incontra”
Care lettrici e cari lettori,
martedì 3 febbraio, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 1/2026, Luigi Serafini e Filippo Golia ricorderanno Juan Rodolfo Wilcock presentando il libro L’abominevole donna delle nevi (Adelphi).
martedì 3 febbraio, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 1/2026, Luigi Serafini e Filippo Golia ricorderanno Juan Rodolfo Wilcock presentando il libro L’abominevole donna delle nevi (Adelphi).
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
L’AUTORE
Juan Rodolfo Wilcock
In Argentina, dove apparvero i suoi primi libri di versi, fu tra i collaboratori della rivista «Sur». In Italia dal 1958, traduttore dall’inglese e dallo spagnolo, collaboratore di riviste e quotidiani, pubblicò opere poetiche, teatrali e narrative, nutrite da una vena fantastica, ironica e grottesca, non esente, negli ultimi anni, da toni cupi e malinconici. Oltre alle raccolte poetiche, poi confluite nell’edizione postuma delle Poesie (1980), vanno ricordati, in prosa, Fatti inquietanti (1960), il romanzo Il tempio etrusco (1973), Parsifal, i racconti del «Caos» (1974), L’ingegnere (1975), Il libro dei mostri (1978).
In Argentina, dove apparvero i suoi primi libri di versi, fu tra i collaboratori della rivista «Sur». In Italia dal 1958, traduttore dall’inglese e dallo spagnolo, collaboratore di riviste e quotidiani, pubblicò opere poetiche, teatrali e narrative, nutrite da una vena fantastica, ironica e grottesca, non esente, negli ultimi anni, da toni cupi e malinconici. Oltre alle raccolte poetiche, poi confluite nell’edizione postuma delle Poesie (1980), vanno ricordati, in prosa, Fatti inquietanti (1960), il romanzo Il tempio etrusco (1973), Parsifal, i racconti del «Caos» (1974), L’ingegnere (1975), Il libro dei mostri (1978).
I COORDINATORI DELL’INCONTRO
Luigi Serafini
Artista, architetto, autore e designer, la cui ricerca si è sempre sviluppata al di fuori dei contesti più convenzionali dell’arte.
Il Codex Seraphinianus è la sua più nota opera editoriale, pubblicato nel 1981 da Franco Maria Ricci e, più di recente, da Rizzoli. Ha inoltre pubblicato Storie Naturali e Pulcinellopaedia, quest’ultima ancora in libreria. Le sue opere sono state esposte in molte sedi internazionale, da ultimo al Mart di Rovereto (2024). Una selezione delle sue opere è presente nella permanente del FRACGrand Large di Dunkerque. A Parigi è Satrape Transcendent du Collège de ‘Pataphysique, unico italiano.
Artista, architetto, autore e designer, la cui ricerca si è sempre sviluppata al di fuori dei contesti più convenzionali dell’arte.
Il Codex Seraphinianus è la sua più nota opera editoriale, pubblicato nel 1981 da Franco Maria Ricci e, più di recente, da Rizzoli. Ha inoltre pubblicato Storie Naturali e Pulcinellopaedia, quest’ultima ancora in libreria. Le sue opere sono state esposte in molte sedi internazionale, da ultimo al Mart di Rovereto (2024). Una selezione delle sue opere è presente nella permanente del FRACGrand Large di Dunkerque. A Parigi è Satrape Transcendent du Collège de ‘Pataphysique, unico italiano.
Filippo Golia
A lungo inviato del Tg2, si occupa principalmente di affari esteri e relazioni internazionali. Quando ha tempo, realizza anche reportage sul mondo della letteratura e della poesia. Come scrittore ha pubblicato libri per adulti, C’era 49 volte un paese (Robin edizioni) e bambini, Zelda Mezzacoda (Laltracittà). Per Mattioli 1885, ha scritto la sceneggiatura del graphic novel Il bacio fantasma, sulla vita del poeta americano Richard Brautigan, disegnato da Marco Petrella.
A lungo inviato del Tg2, si occupa principalmente di affari esteri e relazioni internazionali. Quando ha tempo, realizza anche reportage sul mondo della letteratura e della poesia. Come scrittore ha pubblicato libri per adulti, C’era 49 volte un paese (Robin edizioni) e bambini, Zelda Mezzacoda (Laltracittà). Per Mattioli 1885, ha scritto la sceneggiatura del graphic novel Il bacio fantasma, sulla vita del poeta americano Richard Brautigan, disegnato da Marco Petrella.
IL LIBRO
Juan Rodolfo Wilcock, L’abominevole donna delle nevi, Adelphi
L’Abominevole Donna delle Nevi viene rasata e introdotta nel mondo dello spettacolo con il nome d’arte Abo dell’Abruzzo. Luisa agonizza e configge nel suo delirio splendide schegge liriche, mentre le avventure di Gilgamesh proseguono in televisione, interrotte da annunci pubblicitari che invitano le mamme a comprare per le loro bambine, ormai sdegnose delle volgari bambole di plastica, il cadaverino imbalsamato «Cocca-Ciuk», con la sua culla-tomba di legno alabastrizzato capitonné. Limone, profanatore di tombe, si rifugia nella stanza di Elisabetta, vergine folle, che lo incatena e lo intrattiene con la sua conversazione di esilarante saggezza,
inducendolo infine a tagliare insieme a lei vestitini per topi e – forse – a sposarla. Sono queste le données di alcuni dei testi teatrali di Wilcock raccolti in questo volume. Scritti fra il 1964 e il 1968, sono in gran parte assolutamente inediti e costituiscono perciò una parte dell’opera di Wilcock ancora tutta da scoprire: quella volta a registrare, con guizzante invenzione verbale, la demenzialità quotidiana, spesso qui anticipata nei suoi più recenti sviluppi, mentre sopra il tutto spesso aleggiano versi dolcissimi e desolati.
inducendolo infine a tagliare insieme a lei vestitini per topi e – forse – a sposarla. Sono queste le données di alcuni dei testi teatrali di Wilcock raccolti in questo volume. Scritti fra il 1964 e il 1968, sono in gran parte assolutamente inediti e costituiscono perciò una parte dell’opera di Wilcock ancora tutta da scoprire: quella volta a registrare, con guizzante invenzione verbale, la demenzialità quotidiana, spesso qui anticipata nei suoi più recenti sviluppi, mentre sopra il tutto spesso aleggiano versi dolcissimi e desolati.
Il sogno di Luigi Serafini a ‘La Biblioteca incontra’
Care lettrici e cari lettori,
martedì 10 giugno, alle 17.30, la rassegna “La Biblioteca incontra” ospiterà ancora una volta Luigi Serafini che, in dialogo con Filippo Golia, presenterà il libro Il sogno di Luigi Serafini, catalogo della recente mostra al MART di Rovereto.
martedì 10 giugno, alle 17.30, la rassegna “La Biblioteca incontra” ospiterà ancora una volta Luigi Serafini che, in dialogo con Filippo Golia, presenterà il libro Il sogno di Luigi Serafini, catalogo della recente mostra al MART di Rovereto.
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la sede della Biblioteca consorziale nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” di viale Trento, 18/E.
L’AUTORE
Luigi Serafini (Roma, 1949) è un artista, architetto, autore e designer, la cui ricerca si è sempre sviluppata al di fuori dei contesti più convenzionali dell’arte.
Il Codex Seraphinianus è la sua più nota opera editoriale, pubblicato nel 1981 da Franco Maria Ricci e, più di recente, da Rizzoli. Ha inoltre pubblicato Storie Naturali e Pulcinellopaedia, quest’ultima ancora in libreria. Le sue opere sono state esposte in molte sedi internazionale, da ultimo al Mart di Rovereto (2024). Una selezione delle sue opere è presente nella permanente del FRACGrand Large di Dunkerque. A Parigi è Satrape Transcendent du Collège de ‘Pataphysique, unico italiano.
Il Codex Seraphinianus è la sua più nota opera editoriale, pubblicato nel 1981 da Franco Maria Ricci e, più di recente, da Rizzoli. Ha inoltre pubblicato Storie Naturali e Pulcinellopaedia, quest’ultima ancora in libreria. Le sue opere sono state esposte in molte sedi internazionale, da ultimo al Mart di Rovereto (2024). Una selezione delle sue opere è presente nella permanente del FRACGrand Large di Dunkerque. A Parigi è Satrape Transcendent du Collège de ‘Pataphysique, unico italiano.
IL LIBRO
Il sogno di Luigi Serafini, Silvana Editoriale
Con il titolo Somnium Scipionis circolò dal Medioevo il frammento di un trattato di Cicerone che ossessionò, fra gli altri, Raffaello e Mozart. Vi si leggeva della natura immortale e onnipotente dell’anima. Tanto tempo dopo, appare in sogno un altro libro: un libro impossibile nel quale i pesci sono occhi che ci guardano dai flutti, gli amplessi generano esseri anfibi, e ogni parola innalza un edificio fantastico. Un libro che non si può leggere, e che tutti sanno a memoria. Con il Codex Seraphinianus – enciclopedia d’invenzione stampata nel 1981 da Franco Maria Ricci, e da allora libro di culto per intellettuali e ragazzi di tutto il mondo – iniziava il sogno di Luigi Serafini.
Un sogno che si è materializzato in una mostra e ora di nuovo in un libro, questo (con la più ampia riproduzione delle opere dell’artista, commentate da saggi, con una ricca cronologia e conversazioni). Il sogno di un’arte senza nome che plasma insieme architettura, disegno, scrittura, pittura, scultura, musica e design. Davvero è un Marziano quello sbarcato al Mart: casa ideale che, proprio come in un sogno, ospita la riproduzione virtuale della prodigiosa casa-studio reale dell’artista, la cui salvaguardia è oggi oggetto di un’avventurosa disputa legale. Così ci si rivela la doppia valenza del genitivo. Il sogno fatto mezzo secolo fa da Serafini è il sogno che oggi tutti facciamo immaginandocelo, forse inventandolo. Perché, come ha dichiarato di recente, «io esisto solo negli occhi degli altri».
Da un’idea di Vittorio Sgarbi.
Un sogno che si è materializzato in una mostra e ora di nuovo in un libro, questo (con la più ampia riproduzione delle opere dell’artista, commentate da saggi, con una ricca cronologia e conversazioni). Il sogno di un’arte senza nome che plasma insieme architettura, disegno, scrittura, pittura, scultura, musica e design. Davvero è un Marziano quello sbarcato al Mart: casa ideale che, proprio come in un sogno, ospita la riproduzione virtuale della prodigiosa casa-studio reale dell’artista, la cui salvaguardia è oggi oggetto di un’avventurosa disputa legale. Così ci si rivela la doppia valenza del genitivo. Il sogno fatto mezzo secolo fa da Serafini è il sogno che oggi tutti facciamo immaginandocelo, forse inventandolo. Perché, come ha dichiarato di recente, «io esisto solo negli occhi degli altri».
Da un’idea di Vittorio Sgarbi.
La registrazione dell’incontro è disponibile sul nostro canale YouTube