Giancarlo Dotto a “La Biblioteca incontra”
Care lettrici e cari lettori,
venerdì 12 giugno, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, sarà con noi Giancarlo Dotto per presentare il romanzo L’ultima danza di Maradona (Rizzoli), in dialogo con il commissario straordinario Paolo Pelliccia.
venerdì 12 giugno, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, sarà con noi Giancarlo Dotto per presentare il romanzo L’ultima danza di Maradona (Rizzoli), in dialogo con il commissario straordinario Paolo Pelliccia.
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
L’AUTORE
Giancarlo Dotto ha scritto, tra gli altri, per La Stampa, Il Messaggero, Il Foglio, Panorama, l’Espresso, Sette, Diva e Donna, Vanity Fair, Max, Wired e Corriere dello Sport. Autore e opinionista di trasmissioni per Mediaset, Rai, La7, San Marino Rtv, è stato amico e collaboratore di Carmelo Bene, con il quale ha scritto Vita di Carmelo Bene (1998). Ha partecipato alle autobiografie di Maurizio Costanzo (Chi mi credo di essere, 2004) e Ornella Vanoni (Una bellissima ragazza, 2011). Tra i suoi libri, Il mucchio selvaggio (con Sandro Piccinini, 2006), La squadra perfetta (2008), Il Dio che non c’è (2021). Per Rizzoli ha pubblicato il romanzo Anime pezzenti (2017) e Nate libere (2020).
IL LIBRO
Giancarlo Dotto, L’ultima danza di Maradona, Rizzoli
Werner Falco, detto il Bucaniere, faccia da etrusco ormai ridotta a un teschio, è un mercante di uomini. Un fiuto unico nel riconoscere il talento e trasformarlo in oro, per la felicità di presidenti, allenatori e calciatori, scovati nelle più improbabili periferie di tre continenti. A sessantacinque anni, appeso a una bomboletta di ossigeno, sverna a Bahia, dove, aspettando la fine, ha messo gli occhi su un diciassettenne destinato a diventare una star del calcio internazionale. Ma una telefonata lo richiama in Italia: una serie di misteri ed efferati delitti sconvolge il calcio italiano, e Tano Piramide, commissario di provincia e amico da sempre, ha bisogno del suo aiuto.
Il ritorno si trasforma presto in un viaggio sospeso tra la memoria di amori perduti e l’incubo di un serial killer armato di martello, in un mondo corroso dagli effetti di una nube pestilenziale e dal sentimento di una perdita difficile da decifrare. A distanza di tempo la scomparsa di Maradona è un dolore che si ostina, sottile e insopportabile. Una mancanza. Una sottrazione di bellezza. In questa storia visionaria eppure densa di personaggi vividissimi, Giancarlo Dotto trasfigura l’esperienza di decenni di narrazione per i giornali e costruisce un romanzo a chiave insieme grottesco e nostalgico, in cui le passioni, le rivalità, gli odi, i tradimenti dei protagonisti non ce la fanno più a restare soffocati e nascosti, ma esplodono in tutta la loro brutale evidenza. Quando il calcio accetta senza ipocrisie di mostrarsi per quello che è: un gioco che sa essere molto crudele.
Il ritorno si trasforma presto in un viaggio sospeso tra la memoria di amori perduti e l’incubo di un serial killer armato di martello, in un mondo corroso dagli effetti di una nube pestilenziale e dal sentimento di una perdita difficile da decifrare. A distanza di tempo la scomparsa di Maradona è un dolore che si ostina, sottile e insopportabile. Una mancanza. Una sottrazione di bellezza. In questa storia visionaria eppure densa di personaggi vividissimi, Giancarlo Dotto trasfigura l’esperienza di decenni di narrazione per i giornali e costruisce un romanzo a chiave insieme grottesco e nostalgico, in cui le passioni, le rivalità, gli odi, i tradimenti dei protagonisti non ce la fanno più a restare soffocati e nascosti, ma esplodono in tutta la loro brutale evidenza. Quando il calcio accetta senza ipocrisie di mostrarsi per quello che è: un gioco che sa essere molto crudele.
L’incontro sarà anche trasmesso in diretta sul nostro canale YouTube
Ottavio Fatica presenta Céline a “La Biblioteca incontra”
Care lettrici e cari lettori,
martedì 9 giugno, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, tornerà a trovarci Ottavio Fatica per presentare Londra (Adelphi), il secondo inedito di Louis-Ferdinand Céline da lui tradotto.
martedì 9 giugno, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, tornerà a trovarci Ottavio Fatica per presentare Londra (Adelphi), il secondo inedito di Louis-Ferdinand Céline da lui tradotto.
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
L’AUTORE
Louis-Ferdinand Céline (1894-1961) è una delle personalità più controverse della letteratura del Novecento. È autore di otto romanzi a sfondo autobiografico (tra i più noti Viaggio al termine della notte e Morte a credito) e di tre libelli antisemiti che gli valsero l’esilio in Danimarca e un processo per collaborazionismo. Rientrato in Francia nel 1951, Céline visse isolato a Meudon, tornando alla ribalta con i tre grandi romanzi della cosiddetta “trilogia tedesca” (Da un castello all’altro, Nord, Rigodon).
IL COORDINATORE DELL’INCONTRO
Ottavio Fatica è uno dei piú stimati traduttori italiani. Nato a Perugia, vive a Narni. Fra le sue traduzioni, il Moby-Dick di Melville, quasi tutto Kipling, i diari di Byron, i limerick di Lear. Per Einaudi ha pubblicato nella collana Collezione di poesie, Le omissioni (2009) e Vicino alla dimora del serpente (2019).
IL LIBRO
Louis-Ferdinand Céline, Londra, Adelphi
All’inizio di Londra Ferdinand, alter ego di Céline, appena sceso dalla nave su cui si era imbarcato alla fine di Guerra, si ritrova nel mondo della mala londinese, o meglio di quella francese, fuggita in massa per scampare alle trincee. Una contro-società chiusa in sé stessa, con le sue regole inumane, da tutti accettate stoicamente. Ma che cos’è Londra? Un manuale di sopravvivenza a uso dei disertori, un inno dolente alla prostituzione, un’elegia alla città che i giornali dell’epoca definivano «il più grande mercato di carne umana del mondo»: mai così diversa, stralunata, affascinante nel suo superbo squallore.
Céline squaderna una galleria di personaggi eroici nella turpitudine, alcuni già incontrati in Guerra come la prostituta Angèle e il maggiore Purcell (qui trasformato in folle inventore), o il bombarolo dostoevskiano Borokrom, i due papponi rivali Cantaloup e Tregonet, e il medico ebreo Yugenbitz, «pura bontà», quello che Céline avrebbe voluto diventare. Tutti dal destino segnato, popolano giorno e notte grandi arterie e angiporti, androni e locali malfamati, parchi e latrine.
La violenza, l’intensità quasi insopportabile di questa prosa dimostrano che il romanzo ci è pervenuto in una versione non purgata, che mai avrebbe potuto vedere la luce negli anni Trenta, quando è stato scritto, e resta materia incandescente ancora oggi.
Céline squaderna una galleria di personaggi eroici nella turpitudine, alcuni già incontrati in Guerra come la prostituta Angèle e il maggiore Purcell (qui trasformato in folle inventore), o il bombarolo dostoevskiano Borokrom, i due papponi rivali Cantaloup e Tregonet, e il medico ebreo Yugenbitz, «pura bontà», quello che Céline avrebbe voluto diventare. Tutti dal destino segnato, popolano giorno e notte grandi arterie e angiporti, androni e locali malfamati, parchi e latrine.
La violenza, l’intensità quasi insopportabile di questa prosa dimostrano che il romanzo ci è pervenuto in una versione non purgata, che mai avrebbe potuto vedere la luce negli anni Trenta, quando è stato scritto, e resta materia incandescente ancora oggi.
L’incontro sarà anche trasmesso in diretta sul nostro canale YouTube
Rabih Alameddine a “La Biblioteca incontra”
Care lettrici e cari lettori,
domenica 7 giugno, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, sarà con noi Rabih Alameddine per presentare il libro La vera storia di Rajah il Credulone (e di sua madre) (La nave di Teseo), in dialogo con Kor O’Connell.
domenica 7 giugno, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, sarà con noi Rabih Alameddine per presentare il libro La vera storia di Rajah il Credulone (e di sua madre) (La nave di Teseo), in dialogo con Kor O’Connell.
Alameddine, scrittore e pittore, è una voce tra le più originali della narrativa contemporanea. È in Italia dal 4 al 9 giugno per un breve tour iniziato a Milano in occasione della Milanesiana, festival culturale ideato e diretto da Elisabetta Sgarbi, e che prevede altre quattro tappe a Pescara, Viterbo, Pompei e Bari.
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
L’AUTORE
Rabih Alameddine è nato in Giordania da genitori libanesi, ha vissuto in Kuwait e in Libano e ha poi completato i suoi studi in Inghilterra e negli Stati Uniti, laureandosi in Ingegneria presso l’Università di San Francisco. Pittore, oltre che scrittore, ha tenuto delle esposizioni negli Stati Uniti, in Europa e in Medio Oriente. Come scrittore collabora con numerosi quotidiani, dal Los Angeles Times al Corriere della Sera.
Tra i suoi romanzi tradotti in Italia Io, la Divina; Hakawati. Il cantore di storie; La traduttrice; L’angelo della storia e Il lato sbagliato del telescopio.
Tra i suoi romanzi tradotti in Italia Io, la Divina; Hakawati. Il cantore di storie; La traduttrice; L’angelo della storia e Il lato sbagliato del telescopio.
IL LIBRO
Rabih Alameddine, La vera storia di Raja il Credulone (e di sua madre), La nave di Teseo
* Vincitore del National Book Award 2025 *
Raja ha poco più di sessant’anni e abita con la madre in un minuscolo appartamento a Beirut. I due non potrebbero essere più diversi: lui è un professore di filosofia immerso nei suoi libri, riservato sulla sua vita privata e amante della solitudine; lei, Zalfa, è una donna ancora molto forte, decisa e assai invadente, che pretende di conoscere tutto della vita del figlio. Un misterioso invito presso un’illustre fondazione americana, che desidera premiarlo per i suoi presunti successi letterari, scuote la routine di Raja. La borsa di studio offerta gli farebbe comodo e il soggiorno negli Stati Uniti gli darebbe l’opportunità di prendere le distanze dalla madre e da un paese che per tutta la sua vita è stato attraversato da conflitti e disastri. Ben presto, però, l’entusiasmo e l’ingenuità di Raja dovranno fare i conti con le vere ragioni di quell’invito, obbligandolo a rievocare e rivivere le vicende, gli incontri e i tradimenti che hanno segnato il suo passato.
La vera storia di Raja il Credulone (e di sua madre) è un’opera indimenticabile, capace di raccontare l’orrore e il caos della realtà con una voce unica, compassionevole, ironica e spietata al tempo stesso. Un romanzo che diverte, ferisce e commuove, e che consacra Rabih Alameddine come una delle voci più originali della letteratura contemporanea.
Traduzione di Licia Vighi
La vera storia di Raja il Credulone (e di sua madre) è un’opera indimenticabile, capace di raccontare l’orrore e il caos della realtà con una voce unica, compassionevole, ironica e spietata al tempo stesso. Un romanzo che diverte, ferisce e commuove, e che consacra Rabih Alameddine come una delle voci più originali della letteratura contemporanea.
Traduzione di Licia Vighi
Antonio Monda a “La Biblioteca incontra”
Care lettrici e cari lettori,
venerdì 5 giugno, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, tornerà a trovarci Antonio Monda per presentare il libro Una mattina gloriosa (Mondadori), in dialogo con Elisabetta Morlino.
venerdì 5 giugno, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, tornerà a trovarci Antonio Monda per presentare il libro Una mattina gloriosa (Mondadori), in dialogo con Elisabetta Morlino.
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
L’AUTORE
Antonio Monda insegna alla New York University e collabora con «La Repubblica». Ha curato mostre per il Louvre, il MoMA, il Lincoln Center e il Guggenheim. È autore di romanzi e saggi critici tradotti in molte lingue.
Dal 2015 al 2021 è stato direttore artistico della Festa del Cinema di Roma.
Tra le sue pubblicazioni: La magnifica illusione (Fazi 2003), The Hidden God (MoMA 2004), Tu credi? (Fazi 2006), Assoluzione (Mondadori 2008), L’America non esiste (Mondadori 2012), I film della nostra vita (Mondadori, 2013), La casa sulla roccia (Mondadori 2014), Ota Benga (Mondadori 2015), Io sono il fuoco (Mondadori 2018), Nel territorio del diavolo (Mondadori 2019), Incontri ravvicinati (La Nave di Teseo 2024).
Dal 2015 al 2021 è stato direttore artistico della Festa del Cinema di Roma.
Tra le sue pubblicazioni: La magnifica illusione (Fazi 2003), The Hidden God (MoMA 2004), Tu credi? (Fazi 2006), Assoluzione (Mondadori 2008), L’America non esiste (Mondadori 2012), I film della nostra vita (Mondadori, 2013), La casa sulla roccia (Mondadori 2014), Ota Benga (Mondadori 2015), Io sono il fuoco (Mondadori 2018), Nel territorio del diavolo (Mondadori 2019), Incontri ravvicinati (La Nave di Teseo 2024).
LA COORDINATRICE DELL’INCONTRO
Elisabetta Morlino è professoressa universitaria specializzata in diritto pubblico internazionale, autrice di volumi e saggi pubblicati in italiano e inglese. È stata research fellow all’Università di Oxford, alla New York University School of Law, al Max Planck Institute di Heidelberg.
IL LIBRO
Antonio Monda, Una mattina gloriosa, Mondadori
New York, aprile 1912. Al molo 59 la città si ferma. Una folla eterogenea attende l’arrivo del più grande transatlantico mai costruito, simbolo di un progresso che promette di non avere limiti. È una mattina limpida, carica di aspettative, e ognuno scruta l’orizzonte portando con sé il peso delle proprie speranze. C’è il sindaco William Jay Gaynor, convinto che la politica debba essere una missione morale; c’è Josef Stránský, direttore della New York Philharmonic, deciso a trasformare un’umiliazione pubblica in riscatto; ci sono Alfonso e Rossana, emigrati siciliani che affidano al nuovo mondo il desiderio di un figlio e di una vita diversa; e poi uomini e donne segnati dall’ingiustizia, dall’ambizione, dal bisogno di essere riconosciuti. Antonio Monda compie una scelta narrativa efficacissima e sorprendente: non nomina mai la nave che tutti aspettano. La evoca in assenza dando voce a chi è a terra, mescola con maestria personaggi reali e d’invenzione, intreccia le loro storie in un grande affresco corale, raccontando un’umanità sospesa tra fede e disincanto, tra sogno americano e violenza del reale.
Sullo sfondo, New York si rivela per ciò che è: una città capace di accogliere tutti, spesso chiedendo un prezzo altissimo.
Sullo sfondo, New York si rivela per ciò che è: una città capace di accogliere tutti, spesso chiedendo un prezzo altissimo.
Giuseppe Manfridi a “La Biblioteca incontra”
Care lettrici e cari lettori,
venerdì 29 maggio, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, tornerà a trovarci Giuseppe Manfridi per una conferenza spettacolo intitolata L’acqua, il mare e i naufragi nel teatro di Shakespeare.
venerdì 29 maggio, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, tornerà a trovarci Giuseppe Manfridi per una conferenza spettacolo intitolata L’acqua, il mare e i naufragi nel teatro di Shakespeare.
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
L’AUTORE
Giuseppe Manfridi è drammaturgo, romanziere e sceneggiatore. Da anni il suo teatro è costantemente rappresentato in Italia e all’estero. Tra gli allestimenti più pregevoli: Giacomo, il prepotente, nel ’98 al Théatre des Champs-Elisées di Parigi, e Zozòs, allestito nel 2000 al Gate Theatre di Londra con la regia di Peter Hall, e ripreso al Barbican nel 2003. Il critico del Sunday Times ha definito la commedia “La più divertente che abbia mai visto”. La partitella; Giacomo, il prepotente; L’osso d’oca e L’orecchio sono state trasmesse da RAI DUE nella serie Palcoscenico.
Tra le sue sceneggiature: Ultrà, film che, per la regia di Ricky Tognazzi, ha vinto l’Orso d’argento al Festival di Berlino nel 1991. Nel 2006 il romanzo Cronache dal paesaggio, e, due anni dopo, La cuspide di ghiaccio (entrambi editi da Gremese) sono entrati nella selezione finale del Premio Strega. Nel 2020 il romanzo Anja, la segretaria di Dostoevskij (La Lepre Edizioni) ha vinto il Premio Città di Como.
Tutto il suo teatro è in corso di pubblicazione presso La Mongolfiera Editrice.
Tra le sue sceneggiature: Ultrà, film che, per la regia di Ricky Tognazzi, ha vinto l’Orso d’argento al Festival di Berlino nel 1991. Nel 2006 il romanzo Cronache dal paesaggio, e, due anni dopo, La cuspide di ghiaccio (entrambi editi da Gremese) sono entrati nella selezione finale del Premio Strega. Nel 2020 il romanzo Anja, la segretaria di Dostoevskij (La Lepre Edizioni) ha vinto il Premio Città di Como.
Tutto il suo teatro è in corso di pubblicazione presso La Mongolfiera Editrice.
IL LIBRO
Giuseppe Manfridi, Shakespeare sul Titanic, Efesto
Questa è la storia di una storia, quella di Romeo e Giulietta, che nasce molto prima di Shakespeare e continua a vivere anche dopo di lui. Addirittura nel capolavoro cinematografico di James Cameron, Titanic, ritroviamo insospettabilmente la chimica narrativa della celeberrima tragedia. L’idea di fondo è la seguente: ogni storia non è che il segmento di sé stessa e ha nel capolavoro che sembra cristallizzarla una tappa di transito, non di più. Quindi, ogni sorgente è una foce e ogni foce è una sorgente, e questo libro insegue così, per centinaia e centinaia di pagine, l’inesausta peripezia di un solo palinsesto. Inoltre, è un meeting letterario epocale dove ogni pagina è il luogo in cui i grandi autori della storia si danno appuntamento per scambiarsi un sorriso e una stretta di mano. E, chiaramente, non è un libro solo su Shakespeare ma è anche una grande meditazione filosofica sulla giovinezza, sul nulla, sulla propalazione, su quella “teologia laica” che chiamiamo Letteratura.
Lucetta Scaraffia a “La Biblioteca incontra”
Care lettrici e cari lettori,
giovedì 21 maggio, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, sarà con noi la storica Lucetta Scaraffia per presentare il libro Quel che resta del femminismo (Liberilibri) – da lei curato in collaborazione con Anna Paola Concia – in dialogo con Gabriele Ametrano.
giovedì 21 maggio, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, sarà con noi la storica Lucetta Scaraffia per presentare il libro Quel che resta del femminismo (Liberilibri) – da lei curato in collaborazione con Anna Paola Concia – in dialogo con Gabriele Ametrano.
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
L’AUTRICE
Lucetta Scaraffia storica e giornalista, ha insegnato Storia contemporanea presso Sapienza Università di Roma. Ha collaborato con diversi quotidiani; nel 2017 ha ricevuto per la sua attività, dal presidente della Repubblica francese, le insegne della Legion d’onore.
Dal 2007 è membro del Comitato nazionale per la bioetica.
Tra i suoi ultimi libri, Atti impuri (2024); Au-delà du sixième commandement. Église, consentement, sexualité (tradotto in francese, 2024); e Dio non è così. Otto mistiche laiche del Novecento (2025).
Dal 2007 è membro del Comitato nazionale per la bioetica.
Tra i suoi ultimi libri, Atti impuri (2024); Au-delà du sixième commandement. Église, consentement, sexualité (tradotto in francese, 2024); e Dio non è così. Otto mistiche laiche del Novecento (2025).
IL LIBRO
AA.VV., a cura di Anna Paola Concia e Lucetta Scaraffia, Quel che resta del femminismo, Liberilibri
In questi ultimi anni l’emergere della cultura woke, condivisa soprattutto dalle giovani generazioni, ha creato profonde spaccature nel femminismo italiano e non solo. Di fatto, si sta tentando di cancellare l’esistenza di una identità femminile, quella che è sempre stata alla base delle rivendicazioni dei movimenti femministi, per sostituirla con identità neutre, come “persone con l’utero” o “persone con le mestruazioni”. Le critiche al femminismo ostacolano dunque il tradizionale impegno politico e impongono un ripensamento teorico, sulla profondità
del cambiamento in atto e sulle sue prospettive future.
I saggi qui raccolti affrontano queste e altre questioni (violenza sulle donne, trasformazione del linguaggio, sopravvivenza del patriarcato) da punti di vista diversi tra loro, ma che concordano nella necessità di difendere e valorizzare le caratteristiche fondative del femminismo, come l’universalismo, il liberalismo e l’esistenza di una specificità femminile legata alla capacità riproduttiva.
del cambiamento in atto e sulle sue prospettive future.
I saggi qui raccolti affrontano queste e altre questioni (violenza sulle donne, trasformazione del linguaggio, sopravvivenza del patriarcato) da punti di vista diversi tra loro, ma che concordano nella necessità di difendere e valorizzare le caratteristiche fondative del femminismo, come l’universalismo, il liberalismo e l’esistenza di una specificità femminile legata alla capacità riproduttiva.
Emanuele Trevi a “La Biblioteca incontra”
Care lettrici e cari lettori,
martedì 19 maggio, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, sarà con noi Emanuele Trevi per presentare il libro Mia nonna e il Conte (Solferino) in dialogo con Antonello Ricci.
martedì 19 maggio, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, sarà con noi Emanuele Trevi per presentare il libro Mia nonna e il Conte (Solferino) in dialogo con Antonello Ricci.
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
L’AUTORE
Emanuele Trevi (Roma, 1964), tra i più apprezzati scrittori e critici della sua generazione, collabora con il «Corriere della Sera». Ponte alle Grazie ha pubblicato i tre romanzi Qualcosa di scritto (2012, finalista Strega, vincitore del Premio Europeo per la Letteratura, tradotto in diciotto lingue), Sogni e favole (2019, Premio Viareggio) e Il figlio del mago (2023), e una nuova edizione del saggio Musica distante (2012). Tra i suoi altri libri ricordiamo Istruzioni per l’uso del lupo (Castelvecchi, 1994), I cani del nulla (Einaudi, 2003), Senza verso (Laterza, 2004), Il libro della gioia perpetua (Rizzoli, 2010), Il popolo di legno (Einaudi, 2015). Con Due vite (Neri Pozza, 2020) ha vinto il Premio Strega 2021.
IL LIBRO
Emanuele Trevi, Mia nonna e il Conte, Solferino
«Come certe ragazzine così timide e ritrose da sembrare anonime, che svelano il loro fascino al momento giusto, nel giro di un’estate, a sedici o diciotto anni, iniziando a raggiare alla maniera di astri appena scoperti nella carta del cielo, mia nonna diventò bellissima dopo gli ottanta.» È una nonna dai tratti di dea arcaica, Peppinella, la protagonista di questo libro, una perentoria matriarca calabrese che, come una regina, vive riverita da due dame di compagnia – Delia e Carmelina – ma che al pari di ogni donna del popolo guarda Beautiful al pomeriggio. Nel suo giardino dominato dall’imponente cibbia, il nipote Emanuele trascorre – immerso nei libri – le interminabili estati dell’infanzia e della giovinezza. Ed è in questo hortus conclusus che un bel giorno Peppinella si vede comparire davanti addirittura un Conte, anch’egli ultraottantenne e studioso della storia borbonica, che le porge un mazzetto di fiori e chiede il permesso di attraversare la sua proprietà, per accorciare il percorso da casa al paese.
Passaggio dopo passaggio, tra Peppinella e il Conte fiorisce un affetto inaspettato, tardivo, privo di ansie e pretese, gratuito. «Come se fossero rinchiusi in una sfera di cristallo, custodivano un segreto inaccessibile, la formula di un incantesimo di cui entrambi, a loro insaputa, possedevano la metà necessaria a completare l’altra» scrive Emanuele Trevi, che della storia d’amore della nonna è stato testimone partecipe. E in queste pagine piene di intimità e di spirito restituisce e trasfigura una narrazione famigliare sospesa tra il quotidiano e l’eterno, intessuta di uno struggente sentimento del tempo.
Passaggio dopo passaggio, tra Peppinella e il Conte fiorisce un affetto inaspettato, tardivo, privo di ansie e pretese, gratuito. «Come se fossero rinchiusi in una sfera di cristallo, custodivano un segreto inaccessibile, la formula di un incantesimo di cui entrambi, a loro insaputa, possedevano la metà necessaria a completare l’altra» scrive Emanuele Trevi, che della storia d’amore della nonna è stato testimone partecipe. E in queste pagine piene di intimità e di spirito restituisce e trasfigura una narrazione famigliare sospesa tra il quotidiano e l’eterno, intessuta di uno struggente sentimento del tempo.
Giorgio Agamben a “La Biblioteca incontra”
Care lettrici e cari lettori,
venerdì 15 maggio, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, sarà con noi il filosofo Giorgio Agamben per una conferenza dal titolo Dalla memoria all’amicizia.
venerdì 15 maggio, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, sarà con noi il filosofo Giorgio Agamben per una conferenza dal titolo Dalla memoria all’amicizia.
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
L’AUTORE
Giorgio Agamben ha insegnato in università italiane e straniere e la sua opera è tradotta in molte lingue. Tra i suoi libri ricordiamo l’edizione integrale di Homo sacer (Quodlibet 2018) e, presso Einaudi, Stanze. La parola e il fantasma nella cultura occidentale (1977, 1993 e 2011), Infanzia e storia. Distruzione dell’esperienza e origine della storia (1978 e 2001), Il linguaggio e la morte. Un seminario sul luogo della negatività (1982 e 2008), La comunità che viene (1990), Homo sacer. Il potere sovrano e la nuda vita (1998 e 2005), Studiolo (2019), La follia di Hölderlin. Cronaca di una follia abitante (1806-1843) (2021), Pinocchio. Le avventure di un burattino doppiamente commentate e tre volte illustrate (2021), L’irrealizzabile. Per una politica dell’ontologia (2022), Quel che ho visto, udito, appreso… (2022), Filosofia prima filosofia ultima. Il sapere dell’Occidente fra metafisica e scienze (2023), La mente sgombra. Profanazioni. Nudità. Il fuoco e il racconto (2023), Il corpo della lingua. esperruquancluzelubelouzerirelu (2024), La lingua che resta. Il tempo, la storia, il linguaggio (2024) e Alla foce (2025)
IL LIBRO
Giorgio Agamben, Amicizie, Einaudi
«È piú semplice definire l’amore che l’amicizia, più facile dire «ti amo» sembrando sinceri, che dire «ti sono amico» senza che il sospetto dell’impostura adombri le nostre parole. Per questo, la sola definizione dell’amicizia che mi pare accettabile è quella antica, che vede nell’amico un “alter ego”, un altro io – cioè qualcuno che rende amabile e grata la cosa più odiosa: il nostro io […] E proprio perché – come la vita – è in qualche modo sempre insieme esaustiva e incompiuta, puntuale e manchevole, l’amicizia esige la nostra testimonianza».
Attraverso diciassette brevi, folgoranti ritratti, Giorgio Agamben evoca il ricordo degli amici che hanno lasciato un segno indelebile sulla sua vita e sulla sua persona.
Attraverso diciassette brevi, folgoranti ritratti, Giorgio Agamben evoca il ricordo degli amici che hanno lasciato un segno indelebile sulla sua vita e sulla sua persona.
Gaja Cenciarelli a “La Biblioteca incontra”
Care lettrici e cari lettori,
mercoledì 13 maggio, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, sarà con noi Gaja Cenciarelli per presentare il libro Il rivoluzionario e la maestra (Marsilio) in dialogo con Massimo Giacci.
mercoledì 13 maggio, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, sarà con noi Gaja Cenciarelli per presentare il libro Il rivoluzionario e la maestra (Marsilio) in dialogo con Massimo Giacci.
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
L’AUTRICE
Gaja Cenciarelli, scrittrice e traduttrice, vive e lavora a Roma. Ha scritto romanzi, racconti, interventi critici. Fa parte dei “Piccoli Maestri” e ha pubblicato, fra gli altri, Extra omnes. L’infinita scomparsa di Emanuela Orlandi (Zona 2006) e Sangue del suo sangue (nottetempo 2011). Per Marsilio sono usciti La nuda verità (2018), Domani interrogo (premio Alvaro Bigiaretti 2023) e A scuola non si muore (2024). Insegna lingua e letteratura inglese a Roma.
Dal 19 febbraio è nei cinema il film Domani interrogo – tratto dal suo omonimo romanzo
e del quale è co-sceneggiatrice – con la regia di Umberto Carteni e l’interpretazione di
Anna Ferzetti.
Dal 19 febbraio è nei cinema il film Domani interrogo – tratto dal suo omonimo romanzo
e del quale è co-sceneggiatrice – con la regia di Umberto Carteni e l’interpretazione di
Anna Ferzetti.
IL LIBRO
Gaja Cenciarelli, Il rivoluzionario e la maestra, Marsilio
Adolfo Wasem e Sonia Mosquera furono rapiti nel 1972, in Uruguay, durante la dittatura militare. Per dodici anni furono sottoposti a torture indicibili. Wasem e tutto il comitato direttivo dei Tupamaros – tra cui il “presidente povero” Pepe Mujica – vissero in isolamento in cunicoli sotterranei chiamati calabozos, nel silenzio più assoluto.
In una casa alla periferia di Roma, quarant’anni dopo la morte di Wasem, una donna, alle prese col suo ennesimo trasloco, trova un libro. La storia di Wasem le insegna che ciascuno può fare la rivoluzione a modo suo, e che aver perso i soldi, la famiglia, la casa, gli amici, non significa dover rinunciare alla libertà.
Tutte le famiglie felici si assomigliano e ognuna è infelice a modo suo, dice uno dei capolavori della letteratura, ed è di certo vero. Ma lo è altrettanto che tutte le storie del mondo, anche quando sembrano slegate l’una dall’altra, distanti nel tempo e nella geografia, nella condizione politica e sociale, viaggiano unite da un filo che si chiama libertà: cercare di stare in piedi per poter cadere e rialzarsi, andare a capo. Gaja Cenciarelli, con la sfrontatezza che abbiamo amato in tutti i suoi romanzi, ci porta nella sua vita e in quella di Adolfo Wasem, per testimoniare come la rivoluzione è sempre possibile, anche quando si chiama “cambiare casa”.
Queste sono le storie di un rivoluzionario e di una maestra, che poi sono una storia sola. Che è pure la nostra.
In una casa alla periferia di Roma, quarant’anni dopo la morte di Wasem, una donna, alle prese col suo ennesimo trasloco, trova un libro. La storia di Wasem le insegna che ciascuno può fare la rivoluzione a modo suo, e che aver perso i soldi, la famiglia, la casa, gli amici, non significa dover rinunciare alla libertà.
Tutte le famiglie felici si assomigliano e ognuna è infelice a modo suo, dice uno dei capolavori della letteratura, ed è di certo vero. Ma lo è altrettanto che tutte le storie del mondo, anche quando sembrano slegate l’una dall’altra, distanti nel tempo e nella geografia, nella condizione politica e sociale, viaggiano unite da un filo che si chiama libertà: cercare di stare in piedi per poter cadere e rialzarsi, andare a capo. Gaja Cenciarelli, con la sfrontatezza che abbiamo amato in tutti i suoi romanzi, ci porta nella sua vita e in quella di Adolfo Wasem, per testimoniare come la rivoluzione è sempre possibile, anche quando si chiama “cambiare casa”.
Queste sono le storie di un rivoluzionario e di una maestra, che poi sono una storia sola. Che è pure la nostra.
Silvia Camporesi a “La Biblioteca incontra”
Care lettrici e cari lettori,
venerdì 8 maggio, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, sarà con noi Silvia Camporesi per presentare il libro Una foto è una foto è una foto (Einaudi) in dialogo con Massimo Giacci.
venerdì 8 maggio, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, sarà con noi Silvia Camporesi per presentare il libro Una foto è una foto è una foto (Einaudi) in dialogo con Massimo Giacci.
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
L’AUTRICE
Silvia Camporesi (Forlì 1973), laureata in filosofia, è fotografa dal 2000. Collabora con «Artribune», la Scuola Holden di Torino e tiene corsi e conferenze in scuole, università e associazioni culturali. Ha realizzato committenze pubbliche come Italia in attesa (DGCC 2020), Atlante Sapienza (MAXXI 2022), Altri sguardi (Direzione Generale Musei, 2022), Architetture inabitabili (Istituto Luce, 2023) e Cantiere d’autore (MAXXI 2024). Ha vinto i premi PAC (2024), Strategia fotografia (2023), La Nuova Scelta Italiana (2022), Cantica21 (2021).
Sue opere sono in collezioni pubbliche e private: MAXXI, Collezione Farnesina, MART, MAC Lissone, GNAMC. Ha pubblicato monografie con Skira, Corraini, Trolley Books, Postcart, Sagep. Ricordiamo Doppio sguardo (Contrasto Books 2019), una raccolta di interviste a fotografi contemporanei.
Sue opere sono in collezioni pubbliche e private: MAXXI, Collezione Farnesina, MART, MAC Lissone, GNAMC. Ha pubblicato monografie con Skira, Corraini, Trolley Books, Postcart, Sagep. Ricordiamo Doppio sguardo (Contrasto Books 2019), una raccolta di interviste a fotografi contemporanei.
IL LIBRO
Silvia Camporesi, Una foto è una foto è una foto, Einaudi
La fotografia nel corso della sua storia ha affrontato una serie di rivoluzioni. Oggi la produzione delle fotografie non è più appannaggio di un ambito ridotto di persone, ma ha subito un grande processo di democratizzazione, divenendo accessibile a chiunque: ogni individuo partecipa attivamente alla costruzione della cultura visuale contemporanea, disseminando immagini in un flusso digitale incessante, ubiquo, vertiginoso.
Silvia Camporesi, una fotografa d’eccezione, esplora la fotografia nelle sue intricate e sfuggenti maglie. Ogni capitolo si propone come un omaggio alla profondità che essa ci offre nelle sue forme più disparate; è un viaggio che mischia riflessioni su esperienze personali, storia, citazioni di autori considerati fondamentali, aneddoti; è un percorso in cui l’unica regola è il rispetto per la complessità della fotografia, il ribattere il suo statuto di ente strutturato, come recita il titolo, ispirato al verso celebre di una poesia di Gertrude Stein.
Silvia Camporesi, una fotografa d’eccezione, esplora la fotografia nelle sue intricate e sfuggenti maglie. Ogni capitolo si propone come un omaggio alla profondità che essa ci offre nelle sue forme più disparate; è un viaggio che mischia riflessioni su esperienze personali, storia, citazioni di autori considerati fondamentali, aneddoti; è un percorso in cui l’unica regola è il rispetto per la complessità della fotografia, il ribattere il suo statuto di ente strutturato, come recita il titolo, ispirato al verso celebre di una poesia di Gertrude Stein.
Speciale Etruschi 2: Sei personaggi in cerca del loro vissuto
Care lettrici e cari lettori,
martedì 28 aprile, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, avremo il secondo incontro dello Speciale dedicato agli Etruschi, realizzato in collaborazione con il Tarquinia Project dell’Università degli Studi di Milano. Sarà con noi Matilde Marzullo, responsabile del cantiere di scavo al “complesso monumentale”, e i professori Simon Stoddart e Cristina Cattaneo per una conferenza intitolata Sei personaggi in cerca del loro vissuto.
martedì 28 aprile, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, avremo il secondo incontro dello Speciale dedicato agli Etruschi, realizzato in collaborazione con il Tarquinia Project dell’Università degli Studi di Milano. Sarà con noi Matilde Marzullo, responsabile del cantiere di scavo al “complesso monumentale”, e i professori Simon Stoddart e Cristina Cattaneo per una conferenza intitolata Sei personaggi in cerca del loro vissuto.
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
I RELATORI
Matilde Marzullo
Partecipa dal 2009 al “Progetto Tarquinia”, diretto da Giovanna Bagnasco Gianni: oggi è responsabile del cantiere di scavo al “complesso monumentale” e professore aggiunto di Etruscologia all’Università degli Studi di Milano. Ha in carico settori di ricerca specifici nell’ambito della ricostruzione del profilo storico della città antica e della necropoli. È membro corrispondente dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici ed è autrice di pubblicazioni inerenti a entrambi gli aspetti. Ha al suo attivo la redazione del corpus della pittura funeraria tarquiniese (2016; 2017), l’analisi territoriale di settori specifici dell’abitato e della necropoli (2022; 2023), nonché la realizzazione della Carta Archeologica delle “Mura tarquiniesi” (2018) e del Pianoro della Civita di Tarquinia (aggiornamento 2020).
Partecipa dal 2009 al “Progetto Tarquinia”, diretto da Giovanna Bagnasco Gianni: oggi è responsabile del cantiere di scavo al “complesso monumentale” e professore aggiunto di Etruscologia all’Università degli Studi di Milano. Ha in carico settori di ricerca specifici nell’ambito della ricostruzione del profilo storico della città antica e della necropoli. È membro corrispondente dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici ed è autrice di pubblicazioni inerenti a entrambi gli aspetti. Ha al suo attivo la redazione del corpus della pittura funeraria tarquiniese (2016; 2017), l’analisi territoriale di settori specifici dell’abitato e della necropoli (2022; 2023), nonché la realizzazione della Carta Archeologica delle “Mura tarquiniesi” (2018) e del Pianoro della Civita di Tarquinia (aggiornamento 2020).
Simon Stoddart
Professore di Preistoria all’Università di Cambridge, è uno dei principali archeologi britannici specializzati nell’Età del Ferro europea. La sua ricerca integra archeologia del paesaggio, ritualità funeraria e dinamiche socio‑politiche, con particolare attenzione all’Etruria e al Mediterraneo centrale. È Fellow del Magdalene College e membro della Society of Antiquaries di Londra e Membro corrispondente del Deutsches Archäologisches Institut (korrespondierende Mitglieder des DAI).
Ha diretto e co-diretto progetti internazionali e collabora con Università degli Studi di Milano attraverso il progetto Science@Tarquinia, dedicato allo studio dell’antico ecosistema.
Autore di numerosi studi, tra cui Power and Place in Etruria, contribuisce in modo decisivo alla comprensione delle società mediterranee protostoriche.
Professore di Preistoria all’Università di Cambridge, è uno dei principali archeologi britannici specializzati nell’Età del Ferro europea. La sua ricerca integra archeologia del paesaggio, ritualità funeraria e dinamiche socio‑politiche, con particolare attenzione all’Etruria e al Mediterraneo centrale. È Fellow del Magdalene College e membro della Society of Antiquaries di Londra e Membro corrispondente del Deutsches Archäologisches Institut (korrespondierende Mitglieder des DAI).
Ha diretto e co-diretto progetti internazionali e collabora con Università degli Studi di Milano attraverso il progetto Science@Tarquinia, dedicato allo studio dell’antico ecosistema.
Autore di numerosi studi, tra cui Power and Place in Etruria, contribuisce in modo decisivo alla comprensione delle società mediterranee protostoriche.
Cristina Cattaneo
Professoressa ordinaria di Medicina Legale all’Università degli Studi di Milano, è una delle più autorevoli esperte italiane di antropologia e patologia forense. Dirige il Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense e il Museo Universitario delle Scienze Antropologiche, mediche e forensi per i diritti umani.
Da anni collabora con il “Progetto Tarquinia” per comprendere le ragioni e le valenze sociali delle deposizioni anomale di individui presso l’area sacra del “complesso monumentale”.
È consulente per diversi Tribunali italiani e stranieri e fra più citati scienziati forensi. Co-Editor e corrispondente di prestigiose riviste scientifiche, è stata vincitrice della Adelaide Medal, del Clyde Snow Award dell’American Academy of Forensic Science, unendo ricerca, impegno civile e attenzione alle vittime più vulnerabili e ricevendo per questo nel 2017 il titolo di Commendatore della Repubblica Italiana.
Professoressa ordinaria di Medicina Legale all’Università degli Studi di Milano, è una delle più autorevoli esperte italiane di antropologia e patologia forense. Dirige il Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense e il Museo Universitario delle Scienze Antropologiche, mediche e forensi per i diritti umani.
Da anni collabora con il “Progetto Tarquinia” per comprendere le ragioni e le valenze sociali delle deposizioni anomale di individui presso l’area sacra del “complesso monumentale”.
È consulente per diversi Tribunali italiani e stranieri e fra più citati scienziati forensi. Co-Editor e corrispondente di prestigiose riviste scientifiche, è stata vincitrice della Adelaide Medal, del Clyde Snow Award dell’American Academy of Forensic Science, unendo ricerca, impegno civile e attenzione alle vittime più vulnerabili e ricevendo per questo nel 2017 il titolo di Commendatore della Repubblica Italiana.
LA CONFERENZA
La conferenza etruscologica espone i pioneristici risultati dell’articolo apparso sulla prestigiosa rivista «Nature» pubblicato dai membri del progetto “Science@Tarquinia”, che applicano un approccio bioarcheologico integrato ad alcuni individui inumati all’interno dell’area sacra del “complesso monumentale” della Civita di Tarquinia, per svelarne origini, vissuto e cause della morte.
Nel corso delle quarantennali ricerche dell’Università degli Studi di Milano in questo sito, sono venute in luce 20 deposizioni anomale di individui. Risale già alle prime campagne di scavo la scoperta di un bambino encefalopatico, la cui vita, sepoltura e memorializzazione rimandano strettamente alla leggenda profetica di Tagete e di Tarconte, e al ruolo preminente di Tarquinia come madre della religione degli Etruschi. Il fanciullo straordinario, che
attraverso le sue crisi epilettiche era in grado di entrare in comunicazione con il divino, veniva infatti ricordato ancora a secoli di distanza dalla sua deposizione attraverso l’iscrizione terela (ovvero “colui del prodigio”).
Proprio l’iscrizione ha ispirato il nome della neonata associazione di promozione sociale “Terela”, i cui obiettivi principali sono: la divulgazione scientifica di ambito etruscologico e il sostegno agli scavi della Civita di Tarquinia. La conferenza, a cura dell’Università degli studi di Milano, è la seconda promossa dall’associazione. Se ne prevede una terza in autunno.
Nel corso delle quarantennali ricerche dell’Università degli Studi di Milano in questo sito, sono venute in luce 20 deposizioni anomale di individui. Risale già alle prime campagne di scavo la scoperta di un bambino encefalopatico, la cui vita, sepoltura e memorializzazione rimandano strettamente alla leggenda profetica di Tagete e di Tarconte, e al ruolo preminente di Tarquinia come madre della religione degli Etruschi. Il fanciullo straordinario, che
attraverso le sue crisi epilettiche era in grado di entrare in comunicazione con il divino, veniva infatti ricordato ancora a secoli di distanza dalla sua deposizione attraverso l’iscrizione terela (ovvero “colui del prodigio”).
Proprio l’iscrizione ha ispirato il nome della neonata associazione di promozione sociale “Terela”, i cui obiettivi principali sono: la divulgazione scientifica di ambito etruscologico e il sostegno agli scavi della Civita di Tarquinia. La conferenza, a cura dell’Università degli studi di Milano, è la seconda promossa dall’associazione. Se ne prevede una terza in autunno.
Giovanni Grasso a “La Biblioteca incontra”
Care lettrici e cari lettori,
domenica 26 aprile, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, sarà con noi Giovanni Grasso per presentare il libro Finché durerà la terra (Rizzoli) in dialogo con Carlo Piano.
domenica 26 aprile, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, sarà con noi Giovanni Grasso per presentare il libro Finché durerà la terra (Rizzoli) in dialogo con Carlo Piano.
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
L’AUTORE
Giovanni Grasso (Roma, 1962), giornalista e scrittore, è dal 2015 consigliere del presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la stampa e la comunicazione. È autore di numerosi saggi, tra cui la biografia di Piersanti Mattarella. Per Rizzoli ha pubblicato “Il caso Kaufmann” (2019), “Icaro. Il volo su Roma” (2021), “Il segreto del tenente Giardina” (2023) e “L’amore non lo vede nessuno” (2024), disponibili in BUR e vincitori di diversi premi.
Ha scritto anche per il teatro, con “Fuoriusciti”, “Il caso Kaufmann” e “L’amore non lo vede nessuno”.
Ha scritto anche per il teatro, con “Fuoriusciti”, “Il caso Kaufmann” e “L’amore non lo vede nessuno”.
IL COORDINATORE DELL’INCONTRO
Carlo Piano collabora con la Repubblica, La Stampa e Il Secolo XIX. In combutta con il padre Renzo ha scritto “Atlantide” per Feltrinelli. Per le Edizioni e/o ha pubblicato “Il cantiere di Berto. Il romanzo del ponte di Genova” e “Il torto. Diciassette gradini verso l’inferno” (premio Scerbanenco 2023).
IL LIBRO
Giovanni Grasso, Finché durerà la terra, Rizzoli
Autoironico e colto, ma irrimediabilmente maldestro, Noè Simenoni è un uomo irrisolto per colpa del destino che gli ha giocato brutti scherzi. Ex seminarista, conduce una vita dimessa, tenuta insieme con fatica, fatta di frustrazioni, conti che non tornano e responsabilità familiari: una sorella scapestrata, Valeria, e una nipotina gravemente malata, Greta, che per lui è una figlia a tutti gli effetti. Quando un potente cardinale lo convoca in Vaticano e gli propone un compito rischioso, ma ben retribuito, capisce che la sua esistenza e quella dei suoi cari potrebbe essere a un punto di svolta. Dovrà infiltrarsi in una misteriosa comunità, guidata da due improbabili veggenti, e ossessionata da un nuovo Diluvio, attorno alla quale ruotano e si intrecciano sentimenti genuini e condizionamenti psicologici, misticismo e interessi molto terreni. Nei panni di agente segreto al servizio di Sua Santità, sarà costretto a fingere e mentire, ad accettare continui compromessi con la sua coscienza e finirà per cacciarsi in un mare di guai.
Giovanni Grasso dà vita a una storia avvincente e a personaggi umanissimi, mettendo a nudo il cortocircuito tra la religiosità autentica e uno spregiudicato uso del sacro come fonte di potere e di arricchimento.
Giovanni Grasso dà vita a una storia avvincente e a personaggi umanissimi, mettendo a nudo il cortocircuito tra la religiosità autentica e uno spregiudicato uso del sacro come fonte di potere e di arricchimento.
Luca Ciammarughi a “La Biblioteca incontra”
Care lettrici e cari lettori,
venerdì 24 aprile, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, sarà con noi il pianista e musicologo Luca Ciammarughi per presentare il libro Arturo Benedetti Michelangeli. Il mistero di un genio (Edizioni Curci) in dialogo con Claudio Strinati.
venerdì 24 aprile, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, sarà con noi il pianista e musicologo Luca Ciammarughi per presentare il libro Arturo Benedetti Michelangeli. Il mistero di un genio (Edizioni Curci) in dialogo con Claudio Strinati.
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
L’AUTORE
Luca Ciammarughi è pianista, conduttore radiofonico, scrittore. Dal 2006 in onda su Radio Classica, ha scritto dieci libri, fra cui Soviet Piano, Non tocchiamo questo tasto, Le ultime Sonate di Schubert. A marzo ha pubblicato per Amadeus il volume Maurizio Pollini. Il pianista del futuro. Ha tenuto concerti in Europa, Stati Uniti e America latina.
Recente il cd Sony Rameau nello specchio di Saint-Saëns. Collabora con il Teatro alla Scala e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. È docente di musica da camera al Conservatorio di Novara. Ha collaborato con Daniel Barenboim per la realizzazione di Max & Maestro, Premio Abbiati. È direttore artistico di PianoSofia e PianoLab. Al Museo Teatrale alla Scala cura “Dischi e tasti”. Ha suonato il Concerto Hess 15 di Beethoven sotto la direzione di Shlomo Mintz.
Recente il cd Sony Rameau nello specchio di Saint-Saëns. Collabora con il Teatro alla Scala e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. È docente di musica da camera al Conservatorio di Novara. Ha collaborato con Daniel Barenboim per la realizzazione di Max & Maestro, Premio Abbiati. È direttore artistico di PianoSofia e PianoLab. Al Museo Teatrale alla Scala cura “Dischi e tasti”. Ha suonato il Concerto Hess 15 di Beethoven sotto la direzione di Shlomo Mintz.
IL COORDINATORE DELL’INCONTRO
Claudio Strinati è uno storico, critico e conoscitore d’arte tra più autorevoli e noti in Italia. È stato Soprintendente ai Beni Artistici e Storici di Roma e del Lazio dal 1991 al 2001, quindi Soprintendente speciale del Polo Museale Romano dal 2001 al 2009, poi Dirigente generale dal 2009 al 2013, al servizio del Ministero per i beni culturali e ambientali nell’ambito museale, della conservazione, della ricerca e della promozione.
Dal 2015 ha costituito, insieme a suo figlio, Federico Strinati, la società Dialogues. Raccontare l’arte, con cui svolge attività legate alla conoscenza e alla divulgazione dell’arte. Dal 2021 è Segretario dell’Accademia di San Luca. Ha curato numerose mostre in Italia e all’estero. Collabora con il quotidiano la Repubblica.
Conta moltissime pubblicazioni scientifiche, tradotte in francese e in inglese.
Dal 2015 ha costituito, insieme a suo figlio, Federico Strinati, la società Dialogues. Raccontare l’arte, con cui svolge attività legate alla conoscenza e alla divulgazione dell’arte. Dal 2021 è Segretario dell’Accademia di San Luca. Ha curato numerose mostre in Italia e all’estero. Collabora con il quotidiano la Repubblica.
Conta moltissime pubblicazioni scientifiche, tradotte in francese e in inglese.
IL LIBRO
Luca Ciammarughi, Arturo Benedetti Michelangeli. Il mistero di un genio, Edizioni Curci
A trent’anni dalla morte, è come se il pianista Arturo Benedetti Michelangeli (1920-1995) fosse ancora vivo, tanta è l’ammirazione e la curiosità che la sua figura suscita fra musicisti e appassionati delle generazioni più disparate. Leggendario e venerato, Benedetti Michelangeli lo fu già in vita, forse per quell’alone di mistero che egli stesso contribuì ad alimentare, rilasciando pochissime interviste e mantenendo una pressoché totale riservatezza sulla sua vita privata e sulla sua visione dell’esistenza. La sua arte parlava per lui.
Questo libro si propone di indagare il senso profondo di quell’arte, ben oltre il cliché del “perfezionismo”, termine troppo limitativo per definire l’incanto assoluto e il mistero del suono di Benedetti Michelangeli.
Intrecciando le testimonianze di natura biografica con un’analisi delle interpretazioni, dal Barocco fino al Novecento, emerge una figura tutt’altro che fredda, in cui l’autocontrollo è maschera di una sensibilità tormentata e di un Eros di peculiare intensità. Con un messaggio nella bottiglia: il rifiuto dello spontaneismo e la ricerca della libertà interiore nella disciplina sublime dell’arte.
Questo libro si propone di indagare il senso profondo di quell’arte, ben oltre il cliché del “perfezionismo”, termine troppo limitativo per definire l’incanto assoluto e il mistero del suono di Benedetti Michelangeli.
Intrecciando le testimonianze di natura biografica con un’analisi delle interpretazioni, dal Barocco fino al Novecento, emerge una figura tutt’altro che fredda, in cui l’autocontrollo è maschera di una sensibilità tormentata e di un Eros di peculiare intensità. Con un messaggio nella bottiglia: il rifiuto dello spontaneismo e la ricerca della libertà interiore nella disciplina sublime dell’arte.
Vito Mancuso a “La Biblioteca incontra”
Care lettrici e cari lettori,
martedì 21 aprile, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, sarà nuovamente con noi il filosofo e teologo Vito Mancuso per presentare il libro Gesù e Cristo (Garzanti) in dialogo con il commissario straordinario Paolo Pelliccia.
martedì 21 aprile, alle 17.30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, sarà nuovamente con noi il filosofo e teologo Vito Mancuso per presentare il libro Gesù e Cristo (Garzanti) in dialogo con il commissario straordinario Paolo Pelliccia.
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
L’AUTORE
Vito Mancuso, ha insegnato presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e l’Università degli Studi di Padova. È autore di moltissimi libri a carattere teologico e dirige la collana I Grandi Libri dello Spirito.
È editorialista del quotidiano «La Stampa».
È editorialista del quotidiano «La Stampa».
IL LIBRO
Vito Mancuso, Gesù e Cristo, Garzanti
Gesù nacque a Nazaret, Cristo a Betlemme. Gesù aveva un padre terrestre, Cristo era il Figlio Unigenito del Padre celeste. Gesù aveva quattro fratelli e un numero imprecisato di sorelle, Cristo era figlio unico. Gesù denunciava le ingiustizie, Cristo toglieva il peccato del mondo. Gesù morì gridando la sua disperazione, Cristo la sua vittoria. Se nessuno di noi ha incontrato Gesù, tutti noi abbiamo però incontrato Cristo. Chi fu dunque Gesù, e chi Cristo? E di chi parliamo quando ci riferiamo a Gesù-Cristo? Se già in precedenza Vito Mancuso aveva indagato il ruolo di Gesù come maestro di vita spirituale, accanto ad altri tre grandi maestri dell’umanità – Socrate, Buddha e Confucio –, ora in quest’opera capitale e innovativa raccoglie le ricerche e le riflessioni di una vita, dimostrando come la fede cristiana sia il frutto di una tradizione che, a partire da fatti documentati, si è a poco a poco arricchita di nuovi significati e di nuovi simboli.
Mancuso non si limita tuttavia a districare la Storia (Gesù) dall’Idea (Cristo), ma arriva a riconoscere come, lungi dall’essere incompatibili tra loro, esse rappresentino due dimensioni costitutive di ognuno di noi.
Se infatti la dottrina di cui il cristianesimo istituzionale è portavoce appare ormai insostenibile, è vero però che dell’unione di queste due dimensioni noi abbiamo bisogno, oggi più che mai: proprio nella loro distinzione e nella loro integrazione consiste il duplice scopo, storico e teologico, di questo libro.
Mancuso non si limita tuttavia a districare la Storia (Gesù) dall’Idea (Cristo), ma arriva a riconoscere come, lungi dall’essere incompatibili tra loro, esse rappresentino due dimensioni costitutive di ognuno di noi.
Se infatti la dottrina di cui il cristianesimo istituzionale è portavoce appare ormai insostenibile, è vero però che dell’unione di queste due dimensioni noi abbiamo bisogno, oggi più che mai: proprio nella loro distinzione e nella loro integrazione consiste il duplice scopo, storico e teologico, di questo libro.
Antonio Moresco a “La Biblioteca incontra”
Care lettrici e cari lettori,
venerdì 17 aprile, alle 17.30, per il terzo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, sarà nuovamente con noi Antonio Moresco per presentare il libro I randagi (Feltrinelli) in dialogo con il commissario straordinario Paolo Pelliccia.
venerdì 17 aprile, alle 17.30, per il terzo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, sarà nuovamente con noi Antonio Moresco per presentare il libro I randagi (Feltrinelli) in dialogo con il commissario straordinario Paolo Pelliccia.
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
L’AUTORE
Antonio Moresco, nato a Mantova nel 1947, si è affermato come autore di assoluta singolarità nel panorama nazionale e internazionale. Il suo ultimo romanzo è Canto del buio e della luce (Feltrinelli, maggio 2024). Tra i suoi numerosi libri, in corso di pubblicazione per Feltrinelli, ricordiamo Il grido, Fiaba d’amore del vecchio pazzo e della meravigliosa ragazza morta, Canto di D’Arco, Lettere a nessuno, e la trilogia Giochi dell’eternità, formata da Gli esordi, Canti del caos e Gli increati. Per Feltrinelli Comics è disponibile la graphic novel tratta da La lucina. Per Feltrinelli Junior Le favole della Maria (2025), illustrate da Gianluca Folì.
IL LIBRO
Antonio Moresco, I randagi, Feltrinelli
Certe volte il passato bussa alle nostre porte quando meno ce lo aspettiamo. È quello che capita ad Antonio Moresco nel momento in cui si trova davanti la foto segnaletica di un sovversivo che ha il suo stesso cognome e la sua stessa faccia: la genealogia lo individua come uno zio che di nome fa Demostene.
Questa scoperta è l’innesco di un’impressionante indagine famigliare che porta l’autore a rovistare tra memorie smozzicate e scatoloni polverosi. Nel tentativo di collegare i punti, Moresco va a trovare parenti perduti in Brasile, visita cimiteri dimenticati e, partendo da una piccola storia, ricostruisce la diaspora della sua famiglia.
Così la vicenda personale prende contatto con la grande Storia (fascismo, prigionia, emigrazione…), e questi “brandelli dolorosi e ancora sanguinanti di vita” diventano la chiave d’accesso per un viaggio segreto e indispensabile dentro se stessi. Un singolarissimo romanzo per parole e immagini, la ricostruzione di un branco di randagi che dice qualcosa del mondo intero e dell’intimo mistero di ogni famiglia.
Questa scoperta è l’innesco di un’impressionante indagine famigliare che porta l’autore a rovistare tra memorie smozzicate e scatoloni polverosi. Nel tentativo di collegare i punti, Moresco va a trovare parenti perduti in Brasile, visita cimiteri dimenticati e, partendo da una piccola storia, ricostruisce la diaspora della sua famiglia.
Così la vicenda personale prende contatto con la grande Storia (fascismo, prigionia, emigrazione…), e questi “brandelli dolorosi e ancora sanguinanti di vita” diventano la chiave d’accesso per un viaggio segreto e indispensabile dentro se stessi. Un singolarissimo romanzo per parole e immagini, la ricostruzione di un branco di randagi che dice qualcosa del mondo intero e dell’intimo mistero di ogni famiglia.