“ELOGIO DELLA POESIA” OMAGGIO A GIACOMO LEOPARDI

Dal 6 novembre (2019) al 29 gennaio (2020) dodici momenti poetici più due extra

 

Quando nel 2017 la Biblioteca Consorziale di Viterbo – partendo da un’idea del sottoscritto e di Elvira Federici – propose per la prima volta l’Elogio della poesia, si commise un azzardo volontario. Cercare di avvicinare un pubbli- co vasto alla poesia, dando per giunta modo di narrarla, spiegarla o anche solo recitarla direttamente da poeti, era qualcosa di estremamente stimolante e insieme rischioso. Eppure la scommessa fu pienamente vinta, e il principale successo fu quello di riempire le sale della Biblioteca di un pubblico estremamente variegato, legato insieme per qual- che ora dall’interesse per un qualcosa di tutt’altro che ma- teriale come la poesia.
Un’esperienza quella del 2017 pienamente riuscita quindi, e che si tenterà di riproporre anche quest’anno inquadran- do il ciclo di incontri come un Omaggio a Giacomo Leo- pardi. Ci si chiederà: “Perché proprio Leopardi?”. Le ragio- ni alla base di questa scelta sono diverse: prima di tutto per l’importante ricorrenza che vede il 2019 come anno bicen- tenario della composizione di quella splendida ed enigma- tica «poesia perfetta» che è L’infinito. In secondo luogo per l’estrema capacità attrattiva – a dir il vero anche misteriosa – che un poeta nato nel 1798 esercita ancora oggi su tutti noi: una sorta di monito o di testimonianza della capaci- tà della poesia di superare le barriere del tempo. In ultimo mi preme sottolineare il sottile legame che collega Viterbo e Leopardi. Il poeta fu infatti socio della nostra Accademia degli Ardenti, alla quale indirizzò una lettera di ringrazia- mento: un cimelio di straordinaria importanza e valore che la Biblioteca Consorziale si fa vanto di conservare.
Come appare evidente dal ricco cartellone di incontri, non si intende inquadrare questa edizione dell’Elogio della poe- sia come una serie di incontri dedicati all’approfondimento letterario, ma al contrario, l’idea alla base è quella di met- tere al centro la poesia, nelle sue più differenti sfaccettatu- re, avendo come timido punto di riferimento chi Poeta fu veramente.
Mi piace chiudere questa breve introduzione con un pen- siero di Leopardi, che spero possa fungere da stimolo alla riflessione, aiutandoci a inquadrare almeno una delle mi- steriose attrattive che legano l’uomo all’espressione poeti- ca. In un passo dello Zibaldone Leopardi teorizzò infatti, con straordinaria lucidità, una delle cifre della poesia, che per molti aspetti – e senza rischiare di cadere in facili ba- nalizzazioni – ben si attaglia anche al presente: «il piace- re che ci dà la poesia […], tra le sue cagioni, ha per una delle principali […] la rimembranza confusa della nostra fanciullezza che ci è destata da tal poesia». La poesia che intendiamo presentarvi in questo ciclo di incontri è quella della definizione crociana di «intuizione pura», per molti aspetti dotata quasi di caratteristiche divine, e che ancora oggi può guidarci, confortarci, spronarci nel nostro disin- cantato presente.
In conclusione debbo rivolgere alcuni doverosi ringrazia- menti. In primo luogo al Centro Nazionale di Studi Leo- pardiani per il patrocinio concessoci e alla collaborazione attiva del Centro Studi Gozzano Paese, senza dimenticare d’altra parte l’impegno dei dipendenti e collaboratori della Biblioteca Consorziale di Viterbo.

 

PAOLO PELLICCIA
Commissario Straordinario
Biblioteca Consorziale di Viterbo

 

Per informazioni: Biblioteca Consorziale di Viterbo – 0761/220789
Progetto grafico: Majakovskij Comunicazione
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