UNA PARETE SOTTILE

NeriPozza, 2014

 

In un’imprecisata cittadina del nord Italia, un adolescente vive con la madre in una casa modesta. Fin da quando è piccolo c’è una cosa che lo rende felice più di qualsiasi altra: poggiare l’orecchio alla parete di camera sua – un tavolato leggero come un foglio – e ascoltare i buongiorno sussurrati, i colpi di tacchi, i suoni e i rumori che arrivano dal grande appartamento dei vicini. Oltre quella parete vive una coppia con i quattro figli e sembrano il ritratto della felicità.
La famiglia ride in continuazione, parla a voce alta di tempi e luoghi che il ragazzo non conosce ma, soprattutto, si riunisce intorno al pianoforte e canta canzoni allegre, «motivi che parlavano dell’Olanda e di mulini a vento, ma anche dei guerrieri di Ponte San Pietro». Il ragazzo è un tipo solitario e non sa nulla di musica, ma quell’ascolto involontario lo emoziona a tal punto da fargli credere di essere una sorta di figlio acquisito per i vicini. Perciò quando il marito muore in seguito a un’improvvisa malattia, lasciando da soli i figli e la moglie pianista – che aveva sacrificato la carriera per occuparsi della famiglia –, il ragazzo si sente in dovere di accompagnare i vicini nel loro viaggio nel lutto e nel dolore. Un’esperienza incomprensibile che si rivelerà catartica e gli insegnerà che la musica può essere più forte di qualunque altra cosa. Con uno stile delicato in grado di restituire alla perfezione la psicologia dei personaggi e la complessità delle atmosfere domestiche, il romanzo d’esordio del giornalista Enrico Regazzoni è una storia toccante sulla solitudine, sull’amore e sulla necessità di aiutare gli altri. Perché ogni persona, anche la più riservata, contiene in sé una sinfonia di qualità nascoste Che merita di essere ascoltata.