Fortapàsc – Trailer

 

https://www.youtube.com/watch?v=LNZ1TBBIMog

 

Fortapàsc è un film del 2009, diretto da Marco Risi, sulla breve esistenza e la tragica fine del giornalista Giancarlo Siani, interpretato da Libero De Rienzo.
Giancarlo Siani è un giovane giornalista napoletano che lavora nella redazione locale de Il Mattino a Torre Annunziata; Siani scrive di cronaca nera. Occupandosi di cronaca nera e di omicidi di camorra, il giornalista incomincia a indagare sulle alleanze dei camorristi annunziatesi con i reggenti di altri clan della Campania e scopre vaste aree di corruzione e connivenze tra politici e criminalità organizzata.

 

Nonostante le minacce più o meno velate della classe politica locale, Siani, pian piano riesce a intuire la corruzione del Sindaco e di come un suo caro amico, Ciro si sia ridotto a fare lavori malavitosi come portare soldi (sottoforma di carne) a politici e clan, per aiutare economicamente la sua famiglia. Continua nella sua inchiesta, in special modo dopo la strage del circolo dei pescatori, avvenuta il 26 Agosto dell’84, voluta dal clan Bardellino per “risanare” i conti con il clan Gionta volendone amazzare il capo Valentino, ma che riesce a scappare, costandogli però 8 uomini.I suoi articoli però infastidiscono particolarmente i boss camorristi della zona, mettendone in crisi le alleanze, fino all’arresto del boss Valentino Gionta, preso fuori Casa Nuvoletta, appartenente ai boss Lorenzo e Angelo Nuvoletta. Il suo giusto intuito lo porta anche a smascherare il Sindaco di Torre Annunziata, Cassano, che viene condannato a sette anni e mezzo.Così, dopo esser stato trasferito a Napoli, in un summit di camorra viene decisa la condanna a morte di Siani, che per loro sembra abbia “alzato troppo la manica” e la sua condanna è decisa. Siani viene ucciso la sera del 23 settembre del 1985, pochi giorni dopo aver compiuto 26 anni nel quartiere residenziale del Vomero, nei pressi di piazza Leonardo, a pochi metri da casa sua. La sera stessa si tenne il concerto di Vasco Rossi a cui il giornalista avrebbe voluto partecipare.Comunque per prendere i suoi assassini si son voluti ben 12 anni e tre pentiti e il motivo dell’esecuzione, al di là della sua attività d’inchiesta giornalistica sul fronte della commistione tra criminalità organizzata e politica locale, era lo specifico interesse sugli appalti pubblici per la ricostruzione delle aree colpite dal terremoto dell’Irpinia del 1980 nei dintorni del Vesuvio.